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Regolamento di Istituto: Cosa Contiene e Chi lo Redige

Cos'è il regolamento di istituto, cosa contiene, chi lo redige e approva. Rapporto con lo Statuto e il PTOF, sanzioni disciplinari e organo di garanzia.

Simone Frosini27 giugno 202612 min di lettura
Regolamento di istituto aperto sulla cattedra in una scuola ordinata, simbolo delle regole condivise dall'istituto

Capita di doverlo citare a una famiglia, di doverlo applicare quando uno studente sgarra, o di cercarlo per capire se quella regola "si può davvero fare". Il regolamento di istituto è il documento che tiene insieme la vita pratica della scuola, eppure spesso lo si conosce a pezzi: si sa che esiste, meno cosa contiene davvero, chi lo scrive e fin dove arriva il suo potere.

Questa guida fa chiarezza: cos'è il regolamento di istituto, cosa contiene, chi lo redige e approva, come si lega allo Statuto degli studenti e al PTOF, e cosa prevede sul fronte delle sanzioni. Fa parte del nostro percorso su note, disciplina e gestione delle regole: è proprio il regolamento la cornice dentro cui ogni provvedimento disciplinare trova (o non trova) fondamento.

In sintesi:

  • Il regolamento di istituto è l'insieme delle regole che la scuola si dà nella propria autonomia (DPR 275/1999).
  • Lo delibera il Consiglio d'Istituto (art. 10 D.Lgs 297/1994), non il collegio dei docenti.
  • Dà attuazione locale allo Statuto delle studentesse e degli studenti (DPR 249/1998): la parte disciplinare deve rispettarne i principi.
  • Contiene orari, vigilanza, assenze, uso degli spazi, divieti, sanzioni disciplinari e organo di garanzia.

In sintesi

Il regolamento di istituto è il documento con cui ogni scuola, nell'ambito della propria autonomia, definisce le regole di organizzazione, funzionamento e disciplina. È deliberato dal Consiglio d'Istituto ai sensi dell'art. 10 del D.Lgs 297/1994 e dà attuazione, a livello di singola scuola, allo Statuto delle studentesse e degli studenti (DPR 249/1998). Contiene norme su orari, vigilanza, assenze, uso degli spazi, comportamento, divieti e, in una sezione apposita, le sanzioni disciplinari e l'organo di garanzia. È un atto obbligatorio e distinto dal PTOF, con cui però deve essere coerente.

Regolamento di istituto aperto sulla cattedra in una scuola ordinata, simbolo delle regole condivise
Il regolamento di istituto è la cornice di regole entro cui funziona ogni scuola

Cos'è il regolamento di istituto

Il regolamento di istituto è l'insieme delle regole che un'istituzione scolastica si dà per garantire il proprio corretto funzionamento. Non è un documento calato dall'alto, ma l'esercizio concreto dell'autonomia scolastica riconosciuta dal DPR 275/1999: la scuola adatta i principi generali della normativa alla propria realtà, ai propri spazi, alla propria comunità.

La sua funzione è duplice. Da un lato organizza la vita pratica: chi entra e quando, come si giustificano le assenze, come si usano laboratori e palestra, cosa è vietato. Dall'altro attua lo Statuto delle studentesse e degli studenti per la parte disciplinare: è qui che lo Statuto, documento nazionale di principi, diventa la regola applicabile in quella precisa scuola.

Per questo è un documento "vivo": lo si cita nei colloqui, lo si richiama nelle sanzioni, lo si aggiorna quando cambia la normativa (è successo, ad esempio, con le regole sull'uso del cellulare). Conoscerlo non è un adempimento formale, è ciò che permette a un docente di agire con fondamento e non a sensazione.

Chi redige e approva il regolamento di istituto

È la domanda più frequente, e la risposta corregge un errore diffuso. A deliberare e adottare il regolamento di istituto è il Consiglio d'Istituto, l'organo collegiale a composizione mista: dirigente, docenti, genitori, personale ATA e, nella scuola secondaria di secondo grado, anche gli studenti. La competenza è fissata dall'art. 10 del D.Lgs 297/1994.

La stesura operativa, invece, è di solito affidata a una commissione o predisposta dal dirigente con i suoi collaboratori, che preparano il testo poi portato in approvazione. Ma il potere di approvarlo resta del Consiglio d'Istituto.

Non lo approva il collegio dei docenti

È l'equivoco più comune: il regolamento di istituto non è di competenza del collegio dei docenti. Il collegio dei docenti decide sulla didattica (PTOF, criteri di valutazione, libri di testo); il Consiglio d'Istituto decide su organizzazione e amministrazione, e il regolamento rientra qui. Confondere i due organi porta a errori procedurali che possono rendere impugnabile un atto. La regola pratica: didattica al collegio, regole di funzionamento al Consiglio d'Istituto.

Consiglio d'istituto riunito attorno a un tavolo che approva con una delibera il regolamento scolastico
A deliberare il regolamento è il Consiglio d'Istituto, non il collegio dei docenti

Cosa contiene il regolamento di istituto

Non esiste un modello unico imposto: ogni scuola struttura il proprio regolamento come preferisce. Esistono però sezioni ricorrenti, che si ritrovano in quasi tutti gli istituti. Ecco le più comuni.

SezioneCosa disciplina
Funzionamento e organiModalità di lavoro degli organi collegiali, commissioni, deleghe
Orari e accessiIngressi, uscite, ritardi, uscite anticipate, vigilanza
Assenze e giustificazioniProcedura per giustificare assenze e ritardi
Uso degli spaziAule, laboratori, palestra, biblioteca, regole d'uso e sicurezza
Comportamento e divietiNorme di condotta, divieto di fumo, uso del cellulare, abbigliamento
DisciplinaMancanze, sanzioni, organo competente, procedura, impugnazioni
Organo di garanziaComposizione e funzionamento dell'organo che decide sui ricorsi
Viaggi e usciteRegole per visite guidate e viaggi d'istruzione
Rapporti con le famiglieComunicazioni, colloqui, patto di corresponsabilità

Il cuore "delicato" è la sezione disciplinare, spesso chiamata regolamento di disciplina. È la parte che un docente consulta più spesso, perché stabilisce cosa succede quando una regola viene violata: quali mancanze esistono, quali sanzioni corrispondono, chi le può irrogare e come ci si difende.

Schema visivo delle sezioni del regolamento di istituto: orari, comportamento, sicurezza e uso degli spazi
Orari, assenze, uso degli spazi, comportamento e disciplina: le sezioni ricorrenti del regolamento

Regolamento, Statuto e PTOF: come si incastrano

Tre documenti che vengono spesso confusi, ma hanno ruoli diversi. Vale la pena distinguerli una volta per tutte.

DocumentoCos'èChi lo approva
Statuto delle studentesse e degli studentiDocumento nazionale (DPR 249/1998) che fissa diritti, doveri e principi delle sanzioniÈ una norma dello Stato
Regolamento di istitutoL'attuazione locale dello Statuto e delle regole di funzionamento della singola scuolaConsiglio d'Istituto
PTOFIl piano dell'offerta formativa: identità didattica e progettualeCollegio docenti (elabora) e Consiglio d'Istituto (adotta)

La logica è a cascata: lo Statuto detta i principi nazionali, il regolamento di istituto li traduce in regole applicabili in quella scuola, il PTOF descrive cosa la scuola offre sul piano didattico e richiama il regolamento per la parte delle regole. Per approfondire l'offerta formativa, vedi la guida al PTOF.

Lo Statuto è il limite invalicabile

Tutta la parte disciplinare del regolamento deve rispettare i principi dello Statuto (DPR 249/1998, modificato dal DPR 235/2007): le sanzioni hanno finalità educativa, devono essere proporzionate alla mancanza, graduali, e devono garantire allo studente il diritto di difesa. Un regolamento che prevedesse sanzioni automatiche, sproporzionate o senza contraddittorio sarebbe in contrasto con lo Statuto, e quindi illegittimo. Lo Statuto è il tetto sotto cui ogni regolamento deve stare.

Sanzioni disciplinari e organo di garanzia

La parte che genera più dubbi operativi. Le sanzioni previste dal regolamento seguono un principio di gradualità: si va dal richiamo verbale, alla nota scritta, fino, nei casi gravi, all'allontanamento dalle lezioni.

Alcuni punti fermi, validi a prescindere dalla singola scuola:

  • Le sanzioni hanno sempre finalità educativa e tendono al recupero, non alla mera punizione.
  • Devono essere proporzionate alla mancanza e ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno.
  • Le sanzioni più gravi (allontanamento) sono irrogate da organi collegiali (consiglio di classe, consiglio d'istituto secondo i casi), non dal singolo docente.
  • Allo studente va sempre garantita la possibilità di esporre le proprie ragioni prima della sanzione.

Contro le sanzioni disciplinari, lo studente o la famiglia possono ricorrere all'organo di garanzia, un organismo interno alla scuola previsto dallo Statuto, che decide sui reclami. La sua composizione e il suo funzionamento sono descritti proprio nel regolamento di istituto.

Per il docente, il punto pratico è questo: una nota o un provvedimento hanno valore se sono ancorati al regolamento e rispettano la procedura. Una sanzione "a sensazione", scollegata dal regolamento, è fragile e contestabile. Lo approfondiamo nelle guide su come scrivere una nota disciplinare e su cosa comporta davvero una nota.

Bilancia che rappresenta l'equilibrio tra diritti e doveri degli studenti previsto dallo Statuto
Le sanzioni devono essere educative, proporzionate e garantire il diritto di difesa dello studente

Il patto educativo di corresponsabilità

Strettamente legato al regolamento c'è il patto educativo di corresponsabilità, introdotto dal DPR 235/2007. È il documento che scuola e famiglia sottoscrivono per condividere diritti, doveri e impegni reciproci: la scuola si impegna su trasparenza e qualità del servizio, la famiglia sulla collaborazione e sul rispetto delle regole, lo studente sulla partecipazione responsabile.

Molti istituti lo allegano o lo richiamano nel regolamento, perché è il ponte tra le regole "scritte" e la loro condivisione con le famiglie. Se vuoi un modello commentato, vedi la guida al patto educativo di corresponsabilità.

Dal regolamento alla pratica: applicare le regole con coerenza

Il valore di un regolamento non sta nell'averlo, ma nell'applicarlo in modo coerente. Due studenti che commettono la stessa mancanza non possono ricevere trattamenti diversi a seconda del docente o del giorno: è proprio l'incoerenza a generare il senso di ingiustizia e a indebolire le regole.

Tenere traccia in modo ordinato di note, provvedimenti e comunicazioni alle famiglie è ciò che rende le regole credibili: permette di vedere i precedenti, di applicare la gradualità con criterio e di avere, in caso di ricorso all'organo di garanzia, una documentazione chiara di cosa è successo.

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Domande frequenti

Chi redige e approva il regolamento di istituto?

Lo delibera e adotta il Consiglio d'Istituto (dirigente, docenti, genitori, ATA e studenti alle superiori), ai sensi dell'art. 10 del D.Lgs 297/1994. La stesura operativa è in genere affidata a una commissione o predisposta dal dirigente con i collaboratori, ma la competenza ad approvarlo è del Consiglio d'Istituto, non del collegio dei docenti, che si occupa di didattica. Una volta approvato, va pubblicato e reso accessibile a tutta la comunità scolastica.

Cosa contiene il regolamento di istituto?

Raccoglie le regole di funzionamento della scuola: orari di ingresso e uscita, vigilanza, giustificazione di assenze e ritardi, uso di spazi e laboratori, comportamento, divieti (per esempio il cellulare), sicurezza, viaggi e visite. Una sezione centrale è quella disciplinare, che definisce mancanze, sanzioni, organo competente e procedura di impugnazione, in coerenza con lo Statuto. Spesso include o richiama anche il patto educativo di corresponsabilità.

Il regolamento di istituto è obbligatorio?

Sì. Ogni scuola deve dotarsi di un regolamento interno: è necessario per il funzionamento ordinato dell'istituto e per dare attuazione locale allo Statuto delle studentesse e degli studenti (DPR 249/1998). La scuola lo adotta nella propria autonomia (DPR 275/1999). La parte disciplinare deve rispettare i principi dello Statuto: senza un regolamento di disciplina coerente, le sanzioni più gravi rischiano di essere illegittime.

Il regolamento di istituto si trova nel PTOF?

Sono documenti distinti ma collegati. Il PTOF descrive l'offerta formativa, il regolamento fissa le regole di funzionamento e disciplina. Il PTOF spesso richiama il regolamento, e in molte scuole i due documenti sono pubblicati insieme nella sezione amministrazione trasparente del sito. Restano però atti diversi: il PTOF nasce dal collegio docenti ed è adottato dal Consiglio d'Istituto, il regolamento è deliberato dal Consiglio d'Istituto.

Cosa rischia lo studente che viola il regolamento?

Dipende dalla gravità della mancanza e da quanto previsto dal regolamento di disciplina. Le sanzioni vanno dal richiamo verbale o scritto fino, nei casi gravi, all'allontanamento dalle lezioni, sempre nel rispetto dei principi dello Statuto: proporzionalità, finalità educativa, gradualità e diritto di difesa. Le sanzioni più gravi sono irrogate da organi collegiali, non dal singolo docente. Contro le sanzioni si può ricorrere all'organo di garanzia interno alla scuola.

Conclusione

Il regolamento di istituto non è burocrazia da archiviare: è lo strumento che rende le regole della scuola conoscibili, condivise e applicabili allo stesso modo per tutti. Sapere cosa contiene, chi lo approva e come si lega allo Statuto e al PTOF permette a un docente di muoversi con fondamento, soprattutto sul terreno delicato delle sanzioni.

Il consiglio pratico è semplice: prima di applicare o citare una regola, parti dal regolamento della tua scuola, che trovi nella sezione di amministrazione trasparente del sito d'istituto. Per i principi nazionali sui diritti e doveri degli studenti, la fonte è lo Statuto pubblicato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.


Hai domande o suggerimenti? Scrivimi a simone@regispro.it, rispondo sempre personalmente.

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