Patto Educativo di Corresponsabilità: Cos'è, Esempi e Come Scriverlo
Patto di corresponsabilità scuola: cos'è, normativa DPR 235/2007, modello pronto, esempi reali per primaria e secondaria. Guida pratica per dirigenti e docenti.

Il patto educativo di corresponsabilità è uno dei documenti più importanti che la scuola consegna alle famiglie a inizio anno, e probabilmente uno dei meno letti. Eppure è un atto giuridicamente vincolante, introdotto dal DPR 235/2007, che regola in modo concreto il rapporto tra scuola, famiglia e studente. Questa guida ti spiega cosa deve contenere, come si scrive, come si fa firmare in modo significativo (non solo come adempimento burocratico), con un modello pronto e tre esempi reali per primaria, media e superiore. Pensata per dirigenti che devono redigerlo, docenti che devono presentarlo, e genitori che vogliono capirlo davvero.
In pillole:
- Definizione: documento sottoscritto tra scuola, famiglia e studente con impegni reciproci
- Normativa: DPR 235/2007 (modifica Statuto studenti), obbligatorio in secondaria I e II grado
- Firmatari: dirigente, genitore, studente (se maggiore di 14 anni)
- Contenuti minimi: impegni scuola, impegni famiglia, impegni studente, sanzioni disciplinari
- Valore giuridico: atto pattizio vincolante per le parti, contestabile davanti al Garante regionale
Cos'è il patto educativo di corresponsabilità
Il patto educativo di corresponsabilità è un documento giuridicamente vincolante sottoscritto tra istituzione scolastica, famiglia e studente in cui si esplicitano gli impegni reciproci finalizzati al successo formativo. Non è una semplice dichiarazione di intenti: è un atto pattizio che impegna le parti firmatarie e la cui violazione comporta conseguenze concrete (sanzioni disciplinari per studente/famiglia, ricorso al Garante per il dirigente).
In sintesi
Il patto educativo di corresponsabilità è un documento sottoscritto tra scuola, famiglia e studente, introdotto dal DPR 235/2007, che esplicita impegni reciproci e sanzioni disciplinari. È obbligatorio nella scuola secondaria di I e II grado, fortemente raccomandato nella primaria, e ha valore giuridico vincolante per tutte le parti firmatarie.

L'origine normativa è il DPR 235 del 21 novembre 2007, che ha modificato lo Statuto delle studentesse e degli studenti (DPR 249/1998) introducendo l'articolo 5 bis, dedicato proprio al patto. Il riferimento successivo è la nota MIUR 31 luglio 2008 prot. 3602, che ne specifica natura e funzione, e le linee guida sul rapporto scuola-famiglia del 2014. Negli ultimi anni sono state aggiunte indicazioni specifiche su didattica digitale integrata (DDI), uso cellulare, gestione cyberbullismo.
Vale la pena distinguere tre concetti spesso confusi:
- Patto di corresponsabilità: il documento generale, obbligatorio
- Patto formativo: documento didattico specifico per attività particolari (es. PCTO, viaggi)
- Regolamento di Istituto: il documento normativo interno della scuola, di cui il patto è espressione applicativa
Il patto è quindi una sintesi operativa del Regolamento di Istituto, declinata in linguaggio comprensibile e firmata dalle parti.
Chi firma il patto e quando
La firma del patto avviene all'atto dell'iscrizione (per le iscrizioni di gennaio) o all'inizio dell'anno scolastico (settembre/ottobre). Le modalità più diffuse sono:
- Firma in segreteria al momento dell'iscrizione: la famiglia compila e firma insieme alla domanda di iscrizione
- Consegna durante la prima assemblea di classe: il coordinatore presenta il patto, raccoglie le firme alla fine dell'incontro
- Firma digitale online: la scuola invia il PDF tramite registro elettronico, le famiglie firmano digitalmente con SPID o credenziali
I soggetti firmatari obbligatori sono tre:
- Dirigente scolastico (o suo delegato, tipicamente il referente per la disciplina o un collaboratore del DS)
- Genitore o tutore legale: nel caso di genitori separati con affido condiviso, è opportuno raccogliere entrambe le firme; nei casi di affido esclusivo, basta la firma del genitore affidatario
- Studente: la firma dello studente è obbligatoria dai 14 anni in su (scuola secondaria di II grado e ultime classi di scuola media). Per gli studenti minori di 14 anni la firma può essere facoltativa, raccolta come gesto educativo di consapevolezza
Quando si fa firmare a tutti
Le scuole più organizzate raccolgono le firme con un evento di accoglienza (open day, prima assemblea, consegna libretti). Questo trasforma la firma in momento educativo: il patto viene letto insieme, spiegato dal coordinatore, condiviso. Non è un foglio in più da consegnare in fretta tra mille altri.
Le scuole meno attente lo allegano alla domanda di iscrizione e lo dimenticano. Risultato: nessuno lo legge, nessuno lo conosce, nessuno lo applica davvero. Quando arriva una sanzione disciplinare, le famiglie si lamentano "non sapevamo".
Cosa deve contenere il patto: struttura tipo
Il patto deve seguire una struttura standard che le linee guida ministeriali raccomandano. Vediamola sezione per sezione.
Sezione 1: Impegni della scuola
La scuola si impegna a:
- Garantire un piano formativo basato su progetti riconoscibili nel POF/PTOF
- Creare un clima di accoglienza, trasparenza, ascolto
- Promuovere il dialogo, la collaborazione, l'integrazione
- Comunicare costantemente con le famiglie tramite registro elettronico, colloqui, assemblee
- Essere disponibile a verifiche e chiarimenti su valutazioni, sanzioni, scelte didattiche
- Rispettare la riservatezza dei dati personali secondo GDPR
- Garantire l'inclusione di alunni con BES, DSA, disabilità tramite PEI/PDP
Sezione 2: Impegni della famiglia
La famiglia si impegna a:
- Conoscere POF/PTOF e Regolamento di Istituto
- Garantire la frequenza regolare dello studente
- Giustificare assenze e ritardi con tempestività
- Collaborare educativamente con la scuola, partecipando agli organi (consigli di classe, assemblee)
- Controllare il registro elettronico almeno settimanalmente
- Sostenere lo studente nello studio domestico e nei compiti
- Risarcire eventuali danni materiali causati dallo studente
- Rispettare gli orari della scuola e del personale
Sezione 3: Impegni dello studente
Lo studente si impegna a:
- Frequentare con regolarità le lezioni
- Rispettare persone, ambienti, regole della comunità scolastica
- Studiare con impegno e portare il materiale richiesto
- Usare correttamente strutture e strumenti (compreso uso responsabile del cellulare)
- Astenersi da atti di bullismo, cyberbullismo, discriminazione
- Rispettare la privacy di compagni e docenti (no foto/video senza consenso)
- Cooperare per il successo formativo collettivo
Sezione 4: Sanzioni disciplinari
Le sanzioni vanno graduate secondo il Regolamento di Istituto e devono essere proporzionate alla gravità del fatto. La scala tipica:
| Gravità | Tipo di violazione | Sanzione tipica |
|---|---|---|
| Lievissima | Disturbo lezione, ritardo, materiale dimenticato | Richiamo verbale, nota sul registro |
| Lieve | Mancanza di rispetto verso compagno o docente | Richiamo scritto, comunicazione famiglia |
| Media | Insulti, parolacce, danni minori a beni | Sospensione 1-3 giorni, riparazione del danno |
| Grave | Aggressione fisica, atti di bullismo, danni gravi | Sospensione 4-15 giorni, segnalazione organi competenti |
| Gravissima | Reato penale, atti di violenza ripetuti | Sospensione oltre 15 giorni, esclusione scrutinio |
La sanzione superiore ai 15 giorni può essere irrogata solo dal Consiglio di Istituto, mentre fino a 15 giorni decide il Consiglio di classe (per il quale serve un buon verbale del consiglio).
Sezione 5 (facoltativa): Allegati specifici
Le scuole più dettagliate aggiungono allegati su temi sensibili:
- Uso cellulare e dispositivi digitali: regolamento d'uso in classe, conseguenze
- Cyberbullismo: definizione, sanzioni, protocollo di intervento (vedi guida cyberbullismo a scuola)
- Bullismo: protocollo di prevenzione e intervento (vedi guida bullismo)
- Viaggi di istruzione: regole specifiche per gite e PCTO
- Didattica digitale integrata: regole d'uso piattaforme (Classroom, Teams), tutela dei dati
- Privacy e GDPR: gestione foto/video, profilo digitale dello studente

Modello pronto di patto di corresponsabilità
Vediamo ora un modello sintetico riutilizzabile. Il testo è in italiano semplice, comprensibile da famiglie con qualunque livello di istruzione.
PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ
(ai sensi del DPR 235/2007, art. 3)
Anno scolastico 2026/2027
Scuola: [Denominazione Istituto]
Studente/Studentessa: [Nome e Cognome]
Classe: [Sezione]
LA SCUOLA SI IMPEGNA A:
- offrire una proposta formativa coerente con il PTOF
- creare un ambiente accogliente, sicuro, inclusivo
- promuovere lo sviluppo cognitivo, sociale, emotivo dello studente
- garantire trasparenza nelle valutazioni e nelle decisioni
- comunicare con la famiglia tramite registro elettronico, colloqui, assemblee
- attivare percorsi personalizzati per studenti con BES, DSA, disabilità
- rispettare la riservatezza dei dati personali secondo GDPR
LA FAMIGLIA SI IMPEGNA A:
- conoscere e condividere il PTOF e il Regolamento di Istituto
- garantire la frequenza regolare dello studente
- giustificare assenze e ritardi entro 3 giorni
- partecipare alle assemblee e ai colloqui programmati
- controllare il registro elettronico almeno una volta a settimana
- sostenere educativamente lo studente nello studio
- segnalare eventuali difficoltà al coordinatore di classe
- risarcire danni materiali causati intenzionalmente
LO STUDENTE/LA STUDENTESSA SI IMPEGNA A:
- frequentare con regolarità le lezioni
- rispettare persone, ambienti, attrezzature
- usare correttamente il cellulare (modalità silenziosa, vietato in lezione)
- non commettere atti di bullismo, cyberbullismo, discriminazione
- rispettare la privacy dei compagni (no foto/video senza consenso)
- studiare con impegno, portare il materiale richiesto
- collaborare al successo formativo collettivo
SANZIONI:
Le sanzioni sono graduate secondo gravità del fatto, ai sensi del
Regolamento di Istituto:
- richiamo verbale e/o nota disciplinare
- comunicazione scritta alla famiglia
- sospensione fino a 15 giorni (Consiglio di classe)
- sospensione superiore (Consiglio di Istituto)
FIRME:
Il/La Dirigente Scolastico/a [Firma e data]
Il Genitore/Tutore [Firma e data]
Lo/La Studente/Studentessa [Firma e data, se ≥14 anni]
Questo è un modello base. Le scuole devono integrarlo con riferimenti al proprio Regolamento, al PTOF, agli allegati specifici (DDI, gite, cellulari).
Tre esempi reali per ordine scolastico
Vediamo ora come declinare il modello per i tre ordini di scuola. I dettagli cambiano molto in base all'età degli studenti e alle situazioni tipiche.
Esempio 1: Scuola primaria
Per la primaria il patto va scritto in linguaggio molto semplice, con qualche elemento illustrato, perché lo si presenta anche allo studente bambino. Aspetti chiave:
- Comunicazione famiglia: diario cartaceo + registro elettronico (controllo settimanale)
- Compiti per casa: limite max 30 minuti al giorno, no nei weekend (DM 215/2018 raccomandazione)
- Materiale scolastico: lista condivisa, controllo settimanale
- Comportamento: regole semplici scritte in classe insieme ("rispetto compagni", "ascolto maestra", "ordino i miei materiali")
- Uso cellulare: vietato a scuola, custodito in zaino spento
- Genitori: collaborazione attiva (ingresso classe alla mattina, accompagno dopo lezioni, frequenza assemblee mensili)
Il patto della primaria spesso include un allegato per lo studente: una versione semplificata con disegni e bullet illustrativi che il bambino firma con il proprio nome.
Esempio 2: Scuola secondaria di I grado (medie)
Le medie sono l'età di transizione: lo studente diventa più autonomo, le tematiche delicate (cellulare, social, relazioni) diventano centrali. Aspetti chiave:
- Cellulare: regolamento dettagliato (consegna in scatola dedicata a inizio lezione, restituzione a fine giornata; uso permesso solo per emergenze documentate)
- Social media e privacy: divieto di foto/video di compagni e docenti; sanzione disciplinare per pubblicazione di immagini scolastiche
- Cyberbullismo: definizione esplicita, riferimento legge 71/2017, protocollo di segnalazione
- Frequenza: monte ore minimo 75% per validità anno (DPR 122/2009)
- Compiti: limite 60 minuti al giorno medio
- Studente: firma obbligatoria dai 14 anni (terza media) come gesto di assunzione responsabilità
A questa età il patto deve includere riferimenti chiari ai protocolli antibullismo e antiviolenza, con i nomi dei referenti scolastici e i contatti.
Esempio 3: Scuola secondaria di II grado (superiori)
Alle superiori il patto diventa più articolato. Lo studente è quasi adulto, le responsabilità sono maggiori, le sanzioni più severe. Aspetti chiave:
- Frequenza: 75% monte ore obbligatorio, validità scrutini
- Voto in condotta: criteri trasparenti, riferimento al voto in condotta nuova legge
- Cellulare: uso vietato in classe, conservato in zaino o consegnato; sanzioni progressive in caso di violazione
- PCTO: regolamento specifico per percorsi di transizione scuola-lavoro
- Viaggi di istruzione: regole dettagliate, responsabilità in caso di danni
- Esami di stato: codice di condotta, divieto smartphone in sede esami
- Maggiore età: dai 18 anni lo studente firma in autonomia, può scegliere di non condividere informazioni con i genitori (libertà tutelata)
A questa età è cruciale che il patto sia presentato con una vera assemblea, in cui lo studente comprenda le ricadute giuridiche delle proprie azioni (anche penali, in caso di reati gravi).
Come presentare il patto in modo significativo
La firma del patto è spesso un adempimento svuotato di senso: si firma in segreteria di fretta, senza leggere. Il valore educativo si perde. Ecco come trasformarla in momento formativo concreto.
Per la scuola primaria
Organizza una breve assemblea di classe a inizio settembre con i genitori. Dedica 30 minuti alla presentazione del patto: leggi insieme le sezioni principali, rispondi a domande, raccogli osservazioni. I genitori che firmano dopo aver capito sono molto più collaborativi nei mesi successivi.
Per le medie
Organizza un'assemblea separata per studenti e genitori. Con i genitori spiega articoli e sanzioni; con gli studenti (alla loro presenza) leggi le regole comuni, discuti casi, fai esempi concreti. Lascia spazio per domande sui temi sensibili (cellulare, social, sanzioni). Falli firmare insieme alla fine.
Per le superiori
Le prime classi richiedono un'assemblea formale di accoglienza con dirigente o vicepreside, in cui si presenta il quadro normativo e si firma il patto. Le classi successive possono firmare in modalità più snella (consegna in classe con firma immediata), purché ci sia un breve richiamo dal coordinatore alle novità dell'anno.
Consiglio
La firma digitale tramite registro elettronico (con SPID) è efficiente ma rischia di trasformare il patto in puro adempimento. Anche quando usi la modalità digitale, dedica almeno 15 minuti alla presentazione orale in classe o assemblea, prima di chiedere alla famiglia di firmare online.

Errori comuni da evitare nella stesura del patto
Dopo aver visto decine di patti di scuole italiane, ecco gli errori ricorrenti.
1. Linguaggio giuridico incomprensibile
Il patto deve essere leggibile da una famiglia con qualunque livello di istruzione. Frasi tipo "in conformità ai dettami del DPR 235/2007 si conviene quanto segue" allontanano. Meglio "Tu, scuola e famiglia firmate insieme questi impegni".
2. Lista infinita di sanzioni senza graduazione
Elencare 30 sanzioni senza graduarle per gravità rende il patto inapplicabile. Meglio 5-6 categorie chiare con esempi concreti per ciascuna.
3. Mancanza di sezione su uso cellulare e social
Nel 2026 ignorare l'uso del cellulare e dei social nel patto è impensabile. Vanno trattati come temi specifici, con regole esplicite e sanzioni proporzionate.
4. Patto identico tra primaria, medie e superiori
L'età degli studenti cambia tutto: regole, linguaggio, profondità. Un patto unico per i tre ordini è quasi sempre inadatto agli ordini estremi.
5. Aggiornamento mai fatto
Il patto va rivisto ogni 2-3 anni, quando cambia normativa, quando emergono nuove tematiche (DDI durante COVID, AI generativa, cyberbullismo aggravato). Un patto del 2010 che ancora circola in alcune scuole è inadeguato a 16 anni dalla redazione.
6. Firma raccolta meccanicamente
Far firmare in 30 secondi alla porta d'aula svilisce il patto. Va presentato, discusso, condiviso. La firma è atto consapevole, non automatismo.
Attenzione
Un patto firmato senza essere stato letto può essere contestato in giudizio dalla famiglia. Le sanzioni applicate in base a un patto non realmente conosciuto rischiano di essere annullate dal Garante regionale degli studenti. Meglio investire 30 minuti nella presentazione che gestire un ricorso 6 mesi dopo.
Quando il patto non basta: gestione conflitti famiglia-scuola

Anche con un patto ben scritto e firmato, i conflitti tra famiglia e scuola succedono. Le situazioni più frequenti:
- Contestazione di una sanzione disciplinare
- Disaccordo su valutazione o non promozione
- Comunicazione percepita come irrispettosa
- Episodi di bullismo o cyberbullismo non gestiti adeguatamente
- Mancata personalizzazione per studenti con BES/DSA
In questi casi il patto serve come riferimento condiviso. Se la famiglia firmando ha accettato il regolamento sulle sanzioni, contestare l'applicazione è più difficile. Se la scuola firmando ha promesso comunicazione tempestiva, una mancanza in questo senso è opponibile.
Per gestire bene la fase di conflitto, segui un protocollo strutturato:
- Ascolto attivo della famiglia: colloquio dedicato con coordinatore o dirigente
- Verifica oggettiva dei fatti: raccolta documenti, testimonianze, registro
- Riferimento al patto e al Regolamento: identificazione articoli applicabili
- Proposta di soluzione: sanzione confermata, modificata, sostituita con misura educativa
- Risposta scritta motivata: con citazione articoli del patto e del Regolamento
- Possibilità di ricorso: la famiglia può rivolgersi al Garante regionale degli studenti entro 30 giorni
Per la gestione del colloquio difficile con i genitori esiste una guida dedicata che approfondisce tecniche di comunicazione efficaci.
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Domande frequenti
Cos'è il patto di corresponsabilità nella scuola?
Il patto educativo di corresponsabilità è un documento sottoscritto tra scuola, famiglia e studente in cui si esplicitano impegni e responsabilità reciproche per favorire il successo formativo. È introdotto dal DPR 235/2007 (modifica allo Statuto degli studenti) ed è obbligatorio in tutte le scuole secondarie di I e II grado al momento dell'iscrizione. Definisce diritti e doveri di ciascuna parte (scuola, famiglia, studente), le sanzioni disciplinari, gli impegni educativi condivisi. È un atto giuridico che vincola le parti, non una semplice dichiarazione di intenti.
Chi deve firmare il patto educativo di corresponsabilità?
Il patto va firmato da tre soggetti: il dirigente scolastico (o suo delegato), un genitore o tutore legale dello studente, lo studente stesso quando ha compiuto i 14 anni. Per la scuola primaria firmano solo dirigente e genitori. Le firme vanno raccolte all'atto dell'iscrizione o entro il primo mese dell'anno scolastico (spesso durante la prima assemblea di classe o consegnato in segreteria). Una copia firmata viene archiviata nel fascicolo personale dello studente e una copia consegnata alla famiglia.
Cosa deve contenere il patto di corresponsabilità?
Il patto deve contenere quattro sezioni minime: (1) gli impegni della scuola verso la formazione dello studente (offerta formativa, criteri valutazione, comunicazioni alle famiglie); (2) gli impegni dei genitori (frequenza, collaborazione educativa, controllo del registro, partecipazione agli organi); (3) gli impegni dello studente (rispetto persone e regole, frequenza, impegno scolastico, uso dispositivi); (4) le sanzioni disciplinari previste in caso di violazione. Le scuole possono integrare con sezioni su uso cellulare, regolamento gite, viaggi di istruzione, didattica digitale integrata.
Cosa succede se non firmo il patto di corresponsabilità?
La firma del patto è obbligatoria per perfezionare l'iscrizione: se non firmato, l'iscrizione resta incompleta e il dirigente solleciterà la regolarizzazione. Nei casi di rifiuto persistente (rari ma documentati) la scuola comunica al Comune e ai servizi sociali, mantenendo comunque il diritto allo studio dello studente. Va distinto dalla mancata adesione: la firma vincola la famiglia al rispetto degli impegni e alle sanzioni previste, mentre la scuola applica comunque gli istituti previsti dal proprio regolamento. Il rifiuto motivato di parti specifiche va negoziato con il dirigente.
Il patto di corresponsabilità è un contratto?
Giuridicamente è un atto pattizio dotato di valore vincolante per le parti firmatarie. Non è un contratto in senso strettamente civilistico (non c'è scambio di prestazioni economiche) ma è un patto educativo di natura amministrativa che impegna ciascuna parte a determinati comportamenti. La sua violazione da parte della famiglia o dello studente legittima la scuola ad applicare le sanzioni disciplinari previste; la violazione da parte della scuola può essere oggetto di ricorso al Garante regionale degli studenti o esposto al Ministero. Una sentenza TAR Lazio del 2014 ha confermato il valore vincolante del patto.
Conclusione
Il patto educativo di corresponsabilità funziona quando viene letto, capito, condiviso. Non quando viene firmato in fretta. Investire mezz'ora di assemblea a inizio anno per presentarlo davvero, costruirlo insieme alle classi e mantenerlo aggiornato sui temi attuali (cellulari, social, AI, cyberbullismo) significa costruire fiducia con le famiglie e prevenire i conflitti del corso dell'anno. Il patto è uno strumento educativo, non solo un atto burocratico: usalo bene e trasforma il rapporto scuola-famiglia in una vera alleanza per il successo formativo dello studente.
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