Bullismo a Scuola: Come Riconoscerlo e Cosa Fare (Guida Docenti)
Bullismo a scuola: i 4 tipi, segnali per riconoscere vittime e bulli, protocollo intervento, normativa Legge 71/2017 e DLgs 99/2025. Guida operativa docenti.
Il bullismo a scuola non è una fase, non passa da solo, non si risolve dicendo alla vittima di farsi rispettare. È un fenomeno relazionale strutturato che coinvolge bullo, vittima, gregari e spettatori, e richiede un intervento coordinato del docente, della scuola e della famiglia. Questa guida ti dà gli strumenti operativi per riconoscere segnali, intervenire correttamente entro le prime 24 ore, prevenire ricadute e applicare la normativa aggiornata al DLgs 99/2025. Pensata per chi sta in classe ogni giorno e ha bisogno di chiarezza, non di slogan.
In pillole:
- 4 tipi: fisico, verbale, relazionale, cyberbullismo (più 1 sessuale dalle linee MIM)
- Riconoscimento: 8 segnali nella vittima, 6 nel bullo, 4 nel gruppo classe
- Protocollo intervento: ascolto privato → documentazione → segnalazione DS → Team Antibullismo
- Normativa chiave: Legge 71/2017 (cyberbullismo), DLgs 99/2025 (rafforzamento), Linee guida MIM 2024
- Risorse: 114 Emergenza Infanzia 24h, Polizia Postale per cyberbullismo, referente d'istituto obbligatorio
Cos'è il bullismo a scuola
Il bullismo è un comportamento aggressivo intenzionale, ripetuto nel tempo, esercitato da uno o più studenti contro un compagno percepito come più debole, in una relazione asimmetrica di potere. Tre sono gli elementi chiave: intenzionalità, persistenza, squilibrio di potere. Mancando uno di questi tre, parliamo di conflitto, non di bullismo.
In sintesi
Il bullismo a scuola è un comportamento aggressivo intenzionale e ripetuto nel tempo, basato su uno squilibrio di potere tra bullo e vittima. Si distingue dal conflitto perché è asimmetrico, persistente e mira a provocare disagio sistematico nella vittima.

La definizione classica è di Dan Olweus, psicologo norvegese pioniere degli studi sul fenomeno: "Uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da uno o più compagni." Le linee guida MIM 2024 aggiornano questa definizione includendo esplicitamente il digitale e i comportamenti di gruppo silenti (esclusione, body shaming, ghosting).
I 4 tipi di bullismo (più 1 sessuale)

Riconoscere il tipo di bullismo orienta l'intervento. Non è la stessa cosa intervenire su uno spintone o su una catena di messaggi WhatsApp tra compagne.
1. Bullismo fisico
Il più visibile e tradizionalmente associato all'immaginario "del bullo": spintoni, calci, sgambetti, prese in giro fisiche, danneggiamento di oggetti scolastici (zaino, libri, occhiali). Frequente nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado, spesso collettivo (gruppo che colpisce uno).
2. Bullismo verbale
Insulti ripetuti, minacce, soprannomi offensivi (legati ad aspetto, origine, orientamento, disabilità), prese in giro continue mascherate da scherzo. Più frequente delle azioni fisiche e spesso sottovalutato dai docenti perché "sono solo parole". In realtà è il tipo più destrutturante per l'autostima.
3. Bullismo relazionale
Il più subdolo. Si manifesta come esclusione sistematica dal gruppo, dicerie diffuse a bassa voce, isolamento progressivo della vittima, cancellazione dai compleanni e dai gruppi WhatsApp di classe. Particolarmente diffuso tra le ragazze, ed è quello che genera più danni emotivi nel medio periodo.
4. Cyberbullismo
Bullismo online: offese sui social, foto e video compromettenti diffusi senza consenso, account fake creati per deridere, esclusione da gruppi chat, hate speech in commenti pubblici, gaming online tossico. Amplifica gli altri tre tipi (la pagella scolastica diventa screenshot WhatsApp, l'episodio in palestra diventa TikTok). Regolato dalla Legge 71/2017 e rafforzato dal DLgs 99/2025.
5. Bullismo sessuale (linee MIM 2024)
Recente formalizzazione delle linee guida MIM. Comprende molestie verbali a sfondo sessuale, body shaming, slut shaming, diffusione di immagini intime senza consenso (sexting non consensuale), revenge porn tra minori. È spesso intersecato con cyberbullismo e bullismo verbale, ma ha specificità giuridiche (può configurare reati specifici come la diffusione di materiale pornografico minorile).
| Tipo | Manifestazione | Frequenza | Ambiente | Età picco |
|---|---|---|---|---|
| Fisico | Aggressioni dirette | Media | Scuola, palestra | 8-13 anni |
| Verbale | Insulti, soprannomi | Alta | Ovunque | 8-15 anni |
| Relazionale | Esclusione, dicerie | Alta | Classe, chat | 11-16 anni |
| Cyberbullismo | Offese online, foto | Crescente | Social, gaming | 11-18 anni |
| Sessuale | Molestie, body shaming | Crescente | Online + scuola | 13-18 anni |
Come riconoscere segnali nella vittima e nel bullo
I segnali sono sottili. La vittima raramente racconta spontaneamente per vergogna, paura di ritorsioni, sfiducia. Il bullo nasconde i comportamenti agli adulti. Tu come docente puoi coglierli osservando.
8 segnali nella possibile vittima
- Cambio di rendimento improvviso (calo di voti, distrazione, calo di partecipazione)
- Rifiuto di andare a scuola o frequenti malattie psicosomatiche (mal di pancia, cefalee la mattina)
- Isolamento dal gruppo classe, nessun compagno con cui sta nei momenti non strutturati
- Oggetti rovinati o "persi" ripetutamente (libri, astuccio, giubbotto, zaino)
- Lividi o graffi inspiegati o vestiti danneggiati
- Tristezza, ansia, irritabilità non riconducibili a cause familiari note
- Cambio drastico di alimentazione o sonno, inappetenza, insonnia
- Riferimenti casuali al voler "sparire" o "non valere niente"
6 segnali nel possibile bullo
- Atteggiamento dominante e prevaricatore con compagni più piccoli o vulnerabili
- Difficoltà a riconoscere le emozioni altrui (bassa empatia)
- Frequente coinvolgimento in litigi che derubrica come "gli altri esagerano"
- Appartenenza stabile a un gruppetto chiuso che esclude sistematicamente
- Reazione sproporzionata alle critiche (rabbia, ostilità verso il docente)
- Vanto di episodi aggressivi davanti ai compagni
4 segnali nel gruppo classe
- Risate collettive su uno specifico studente (ride sempre la stessa persona, ridono sempre delle stesse cose)
- Silenzi imbarazzati quando entra una specifica persona
- "Banchi vuoti" intorno a un singolo alunno (nessuno si siede vicino)
- Sussurri e sguardi quando uno specifico studente parla o si muove
Attenzione ai segnali deboli
La maggior parte dei casi di bullismo viene scoperta tardi perché i docenti aspettano "una prova". Ma il bullismo si riconosce dai segnali deboli aggregati, non da un singolo episodio eclatante. Se 3 segnali della vittima coincidono con 2 del gruppo classe, agisci anche senza certezza assoluta.

Cosa fare quando un episodio è segnalato: il protocollo
Quando uno studente, un genitore o un collega ti segnala un episodio, attiva subito questo protocollo. È il modello adottato dalla maggior parte degli istituti, allineato alle linee guida MIM 2024.
Passo 1: ascolto privato della vittima
- Chiama lo studente in un luogo riservato (non nel corridoio, non davanti ai compagni)
- Ascolta senza interrompere, senza minimizzare ("sono ragazzate"), senza dare consigli rapidi
- Chiedi: cosa è successo, quando, dove, chi era presente, da quanto tempo va avanti
- Valida le emozioni: "ti capisco che hai paura, hai fatto bene a parlarne"
- Rassicura sulla riservatezza ("ne parlo solo con chi può aiutarti, non in classe")
Passo 2: documentazione scritta entro lo stesso giorno
Annota in una nota interna (mai sul registro elettronico pubblico):
- Data e luogo del colloquio
- Sintesi dei fatti raccontati (con date, episodi specifici)
- Persone coinvolte (bullo/i, eventuali gregari, testimoni)
- Tue osservazioni sui segnali della vittima
Una buona nota disciplinare ben scritta e registrazione corretta degli episodi sono fondamentali se il caso evolve verso un consiglio di classe straordinario.
Passo 3: segnalazione al dirigente entro 24 ore
Invia una mail formale al DS e al referente bullismo d'istituto:
Oggetto: segnalazione episodio sospetto bullismo classe X sez Y
In data DD/MM/YYYY l'alunno/a [nome] mi ha riferito episodi compatibili con bullismo (allego nota interna). Ritengo necessario attivare il Team Antibullismo per valutazione e intervento. Resto a disposizione.
Passo 4: Team Antibullismo entro 72 ore
Il Team Antibullismo (composto da DS, referente, psicologo se previsto, docenti coordinatori) si riunisce e decide:
- Se convocare separatamente bullo, vittima e famiglie
- Se richiedere supporto psicologico (CIC, sportello d'ascolto)
- Quali misure educative (mediazione tra pari, lavoro sul gruppo classe)
- Quali misure disciplinari (richiamo, sospensione, allontanamento secondo la gravità)
- Se segnalare ad autorità esterne (Polizia Postale, Procura, 114)
Passo 5: monitoraggio continuativo
Per 3-6 mesi successivi:
- Osservazione mirata della classe nei momenti non strutturati
- Colloqui mensili con la vittima ("come va? è cambiato qualcosa?")
- Lavoro sul gruppo classe con cooperative learning e peer tutoring per ricostruire dinamiche sane
- Coinvolgimento delle famiglie con colloqui programmati
Errori da NON fare nel protocollo
Mai confrontare direttamente bullo e vittima ("dicevi davvero queste cose? Allora chiediti scusa"): retraumatizza la vittima, non funziona quasi mai, può generare ritorsioni. Mai parlare del caso davanti al gruppo classe senza una strategia precisa concordata con DS e referente. Mai promettere "non lo dirò a nessuno" alla vittima: tu hai obbligo di segnalazione.
Normativa: Legge 71/2017, DLgs 99/2025, Linee MIM 2024

La normativa italiana sul bullismo si è stratificata negli ultimi anni. Ecco il quadro essenziale per il 2026.
Legge 71/2017
Prima legge organica sul cyberbullismo. Punti chiave:
- Definizione giuridica di cyberbullismo
- Obbligo per ogni scuola di nominare un docente referente bullismo
- Possibilità per il minore vittima (≥ 14 anni) di chiedere direttamente al gestore del social la rimozione di contenuti offensivi
- Procedura di ammonimento del Questore per minori autori (12-18 anni) anche senza denuncia
DLgs 99/2025
Decreto legislativo del 2025 che rafforza il sistema:
- Potenziamento del Servizio 114 Emergenza Infanzia con sportello dedicato bullismo h24
- Obbligo per ogni scuola di un piano antibullismo triennale integrato nel PTOF
- Formazione obbligatoria minima sul tema per tutti i docenti (almeno 4 ore biennali)
- Sanzioni più severe per i genitori che ostacolano la collaborazione con la scuola
Linee guida MIM 2024
Le linee guida del Ministero dell'Istruzione e del Merito 2024 (aggiornate a febbraio 2024) chiariscono:
- Tipologie di bullismo (5 tipi codificati)
- Composizione del Team Antibullismo d'istituto
- Procedure standardizzate di segnalazione e gestione
- Indicazioni per il PTOF sezione antibullismo
Numeri utili
| Servizio | Numero | Quando usarlo |
|---|---|---|
| 114 Emergenza Infanzia | 114 | Emergenze 24h, anche segnalazioni anonime |
| Polizia Postale | 113 | Cyberbullismo penalmente rilevante |
| Telefono Azzurro | 19696 | Ascolto e supporto minori |
| Procura per i Minorenni | varia | Reati commessi da minori |
Per approfondire la cornice normativa puoi consultare il portale ufficiale del MIM dedicato e le risorse di Generazioni Connesse, progetto MIM in collaborazione con Save the Children e Telefono Azzurro.
Prevenzione in classe: 10 strategie pratiche
La prevenzione vale più di mille interventi a posteriori. Sono le piccole abitudini quotidiane che cambiano la cultura della classe.
1. Patto di classe condiviso (settembre)
Il primo mese costruisci con la classe le regole di convivenza. Fai scrivere a loro le regole: "vogliamo una classe dove..." Firmano tutti, esposto in aula. Riferimenti pratici li trovi nell'articolo sull'accoglienza in classe prima.
2. Cerchio del mattino settimanale
10 minuti il lunedì mattina: ognuno dice come sta. Costruisci abitudine di ascolto. Funziona alla primaria, alla secondaria di primo grado e parte della secondaria di secondo grado.
3. Educazione emotiva esplicita
Lezioni curriculari (anche solo 30 minuti al mese) di riconoscimento emozioni: cosa provo quando..., come si sente l'altro quando...
4. Cooperative learning regolare
Gruppi eterogenei a rotazione che lavorano insieme: la vittima trova alleati, il bullo non lavora sempre con i suoi gregari. Ottimo abbinamento con learning by doing.
5. Peer tutoring strutturato
Il "bullo" potenziale assegnato come tutor di un compagno più piccolo: spesso restituisce un ruolo positivo e modifica l'identità di gruppo.
6. Monitoraggio dei momenti non strutturati
Intervallo, mensa, ingresso e uscita, palestra, corridoi: lì avvengono il 70% degli episodi. Pianifica la sorveglianza non come obbligo ma come osservazione.
7. Sportello di ascolto
Se la scuola ha uno psicologo CIC, fai conoscere bene gli orari. Se non c'è, costruisci con i colleghi un piccolo "sportello" di ascolto a turno per i ragazzi che vogliono parlare.
8. Patto educativo con le famiglie
Il patto di corresponsabilità deve includere un punto specifico su bullismo e cyberbullismo: cosa la scuola si impegna a fare, cosa la famiglia. Va firmato a settembre.
9. Giornata 7 febbraio: Safer Internet Day
La giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo è il 7 febbraio. Pianificala con anticipo (gennaio): video, testimonianze, lavoro a gruppi. Vol di ricerca "giornata contro il bullismo" 1.600 a febbraio: i tuoi studenti la cercheranno.
10. Nominare e riconoscere il rinforzo positivo
Quando vedi un episodio di solidarietà, nominalo davanti a tutti. Una nota di merito per "comportamento solidale verso un compagno in difficoltà" vale più di dieci richiami.

Differenza tra bullismo, conflitto e scherzo
Confondere questi tre concetti è la causa principale di interventi sbagliati. Tabella di chiarezza:
| Caratteristica | Scherzo | Conflitto | Bullismo |
|---|---|---|---|
| Reciprocità | Sì, divertono entrambi | Sì, due parti coinvolte | No, asimmetrico |
| Intenzione | Divertirsi | Risolvere disaccordo | Provocare disagio |
| Frequenza | Episodico | Episodico | Ripetuto nel tempo |
| Equilibrio di potere | Pari | Pari | Squilibrato |
| Reazione vittima | Ride | Risponde, discute | Subisce, si chiude |
| Intervento | Nessuno | Mediazione | Protocollo |
Domanda chiave per distinguere
"Riderebbe anche la persona presa in giro, se fosse in una posizione di forza pari?". Se la risposta è no, non è uno scherzo. È bullismo verbale o relazionale, anche se i protagonisti dicono "stavamo solo scherzando".
Come RegisPro semplifica la registrazione di episodi e clima di classe
Quando devi documentare un episodio di bullismo, la qualità della registrazione fa la differenza tra un intervento efficace e una segnalazione persa. RegisPro ti aiuta su tre fronti.
- Note disciplinari strutturate: ogni nota legata al protocollo ha campi per data, luogo, persone coinvolte, descrizione fatti, azione successiva. Esportabile in PDF per il consiglio di classe.
- Tracciamento clima classe: cronologia di tutte le note disciplinari e di merito di una classe, con grafico di andamento per cogliere pattern (es. recrudescenze in concomitanza con periodi specifici).
- Comunicazione famiglie: invii via email i resoconti dei colloqui ai genitori, archiviati nel sistema. Niente più "non lo sapevo" durante il consiglio di classe straordinario.
Documenta ogni episodio in modo strutturato
Le note disciplinari di RegisPro hanno il formato richiesto dal Team Antibullismo: data, persone, fatti, azione. Esporti in PDF e arrivi pronto al consiglio di classe straordinario.
Prova GratisDomande frequenti
Quali sono i 4 tipi di bullismo?
I 4 tipi classici di bullismo riconosciuti in letteratura sono: bullismo fisico (spintoni, calci, danneggiamento di oggetti), bullismo verbale (insulti, minacce, presa in giro continua), bullismo relazionale (esclusione dal gruppo, dicerie, isolamento sistematico), cyberbullismo (offese, foto compromettenti, molestie via social, chat, gaming). I primi tre avvengono in presenza, il quarto online e spesso amplifica i precedenti. Le linee guida MIM 2024 aggiungono un quinto tipo: bullismo sessuale (molestie verbali a sfondo sessuale, body shaming).
Cosa fa il dirigente scolastico in caso di bullismo?
Il dirigente scolastico convoca separatamente bullo, vittima e i rispettivi genitori entro 48 ore dalla segnalazione. Attiva il Team Antibullismo d'istituto per la valutazione del caso, può convocare un consiglio di classe straordinario per stabilire sanzioni disciplinari e misure educative. Se l'episodio è grave segnala alla Procura per i Minorenni e, in caso di cyberbullismo, alla Polizia Postale. Tutto va verbalizzato e archiviato nel fascicolo personale dello studente.
Come denunciare atti di bullismo a scuola?
La denuncia segue tre canali. Primo: segnalazione al docente coordinatore o al dirigente scolastico (via mail o protocollo). Secondo: per emergenze il numero 114 Emergenza Infanzia, gratuito e attivo 24 ore. Terzo: per fatti penalmente rilevanti (lesioni, minacce gravi, diffamazione, stalking) denuncia formale ai Carabinieri o alla Procura per i Minorenni del territorio. Per cyberbullismo l'autorità competente è la Polizia Postale, a cui si può denunciare anche online sul sito commissariatodips.it.
Cosa fare se uno studente è vittima di bullismo?
Quattro azioni immediate. Primo: ascolta lo studente in privato senza minimizzare e valida le sue emozioni (paura, vergogna). Secondo: documenta per iscritto data, luogo, persone coinvolte, testimoni. Terzo: informa il dirigente e il referente bullismo entro 24 ore. Quarto: monitora la classe nei giorni successivi senza esporre la vittima, attiva attività di gruppo per ricostruire il clima. Mai confrontare bullo e vittima nello stesso colloquio, mai chiedere alla vittima di chiarirsi davanti al gruppo.
Quali sono le 10 regole per combattere il bullismo?
Le 10 regole di prevenzione condivise da MIM e Generazioni Connesse sono: 1) parlare apertamente in classe del fenomeno, 2) costruire patti comportamentali condivisi, 3) attivare il Team Antibullismo, 4) nominare un referente d'istituto, 5) educare alle emozioni e all'empatia, 6) usare cooperative learning e peer tutoring per ridurre l'isolamento, 7) monitorare i momenti non strutturati (intervallo, mensa, corridoi), 8) coinvolgere le famiglie nel patto educativo, 9) intervenire subito anche su episodi minori, 10) celebrare la giornata del 7 febbraio contro bullismo e cyberbullismo.
Conclusione
Il bullismo non si vince con un episodio risolto bene. Si previene con la cultura quotidiana della classe: cerchio del mattino, cooperative learning, monitoraggio dei momenti non strutturati, patto firmato a settembre. Quando l'episodio arriva, il protocollo è chiaro: ascolto, documentazione, segnalazione, Team Antibullismo, monitoraggio. La normativa italiana ti supporta più che mai dopo il DLgs 99/2025. Tu ci metti l'occhio, l'ascolto e la pazienza dei mesi di follow-up. Vale ogni minuto.
Hai un caso di bullismo in classe? Scrivimi a simone@regispro.it, ti rispondo personalmente.
Discussione
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