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Collegio dei Docenti: Funzioni, Composizione e Compiti

Cos'è il collegio dei docenti, chi ne fa parte, cosa delibera e quante volte si riunisce. Funzioni, competenze e differenza con il consiglio d'istituto.

Simone Frosini25 giugno 202612 min di lettura
Gruppo di docenti riuniti in collegio nell'aula magna della scuola con il dirigente scolastico che presiede la seduta

Settembre, aula magna piena: il primo collegio dell'anno mette nero su bianco le scelte che reggeranno i mesi successivi, dal PTOF ai criteri di valutazione. Eppure, tra i tanti adempimenti della scuola, il collegio dei docenti è uno di quegli organi che si frequentano spesso e si conoscono poco: si sa che è obbligatorio, meno cosa decide davvero e dove finiscono le sue competenze.

Questa guida mette ordine: cos'è il collegio dei docenti, chi ne fa parte, cosa delibera, quante volte si riunisce e in cosa si distingue dal consiglio d'istituto e dal consiglio di classe. Fa parte del nostro percorso sull'organizzazione della scuola e la programmazione didattica: è proprio nel collegio che molte di quelle scelte vengono deliberate.

In sintesi:

  • Il collegio dei docenti è l'organo collegiale che decide sulla didattica di tutta la scuola: lo prevede l'art. 7 del D.Lgs 297/1994 (Testo Unico).
  • Ne fa parte tutto il personale docente in servizio, di ruolo e non, sostegno compreso. È presieduto dal dirigente scolastico.
  • Delibera PTOF, criteri di valutazione, libri di testo, programmazione e piano delle attività. La gestione amministrativa, invece, spetta al consiglio d'istituto.
  • La partecipazione è obbligatoria e rientra nelle 40 ore annue di attività funzionali all'insegnamento del CCNL.

In sintesi

Il collegio dei docenti è l'organo collegiale responsabile della programmazione dell'azione educativa e didattica di un'istituzione scolastica. È composto da tutti i docenti in servizio, di ruolo e non di ruolo, ed è presieduto dal dirigente scolastico. La sua disciplina è fissata dall'art. 7 del D.Lgs 297/1994 (Testo Unico della scuola). Ha potere deliberante sulla didattica: elabora il PTOF, definisce i criteri di valutazione degli alunni, adotta i libri di testo e programma le attività. Non si occupa di gestione amministrativa o finanziaria, di competenza del consiglio d'istituto.

Docenti riuniti in collegio nell'aula magna della scuola con il dirigente scolastico che presiede la seduta
Il collegio dei docenti è l'organo in cui la scuola decide le proprie scelte didattiche per l'anno

Cos'è il collegio dei docenti

Il collegio dei docenti è uno dei tre organi collegiali "interni" della scuola, insieme al consiglio di classe e al consiglio d'istituto. La sua funzione è chiara: è l'organo tecnico che governa la didattica dell'istituzione scolastica.

A differenza degli altri organi, il collegio non rappresenta una singola classe né mette allo stesso tavolo componenti diverse della comunità scolastica: riunisce solo i docenti, perché solo a loro spetta la responsabilità delle scelte educative e didattiche. Per questo si dice che è un organo "equiordinato" al dirigente in materia didattica: il dirigente lo presiede e ne attua le delibere, ma le decisioni sulla didattica nascono nel collegio.

La sua base normativa è l'articolo 7 del D.Lgs 297/1994, il Testo Unico delle disposizioni in materia di istruzione, integrato dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro del comparto scuola per la parte che riguarda gli obblighi di servizio dei docenti.

Chi fa parte del collegio dei docenti

La composizione è uno dei punti su cui si fa più confusione. La regola è semplice: fanno parte del collegio tutti i docenti in servizio nell'istituzione scolastica.

Più nel dettaglio, il collegio è composto da:

  • i docenti di ruolo in servizio nella scuola;
  • i docenti non di ruolo (supplenti), limitatamente alla durata della supplenza;
  • i docenti di sostegno, che sono docenti a pieno titolo e partecipano con gli stessi diritti, compreso il voto su tutti gli alunni della classe;
  • gli eventuali docenti di religione e, secondo i casi, gli specialisti.

È presieduto dal dirigente scolastico (o, in sua assenza, dal collaboratore delegato), che lo convoca, fissa l'ordine del giorno e ne coordina i lavori. Il personale ATA non fa parte del collegio dei docenti.

Negli istituti comprensivi il collegio è unico

Nelle scuole nate dall'accorpamento di più ordini (infanzia, primaria, secondaria di primo grado), il collegio dei docenti è unico e riunisce gli insegnanti di tutti i gradi. Per le questioni che riguardano un solo ordine di scuola, il collegio può articolarsi in commissioni o sezioni che istruiscono il lavoro, ma la delibera resta del collegio nel suo insieme. È un dettaglio che pesa: una scelta presa "per la primaria" è comunque una scelta di tutto il collegio.

Cosa fa il collegio dei docenti: funzioni e competenze

Qui sta il cuore del discorso. Il collegio ha potere deliberante in materia di didattica e organizzazione educativa. Le sue competenze principali, ricavate dall'art. 7 del Testo Unico, si possono raggruppare così.

AmbitoCosa delibera o propone il collegio
Offerta formativaElabora il PTOF (Piano Triennale dell'Offerta Formativa), poi adottato dal consiglio d'istituto
ValutazioneDefinisce i criteri di valutazione degli alunni e del comportamento, in coerenza con la normativa
ProgrammazioneCura la programmazione dell'azione educativa e didattica e l'eventuale articolazione in dipartimenti
Libri di testoAdotta i libri di testo, su proposta dei consigli di classe o di interclasse
Calendario didatticoDelibera la suddivisione dell'anno in trimestri o quadrimestri e il piano annuale delle attività
FormazioneProgramma e delibera le iniziative di formazione, aggiornamento e sperimentazione
Proposte al dirigenteFormula proposte su formazione delle classi, assegnazione dei docenti, orario delle lezioni

Un modo onesto di riassumere: il collegio decide il "cosa e come si insegna e si valuta" nella scuola. Tutto ciò che riguarda l'impianto didattico passa di lì. Non a caso il PTOF, il documento di identità della scuola, nasce proprio come delibera del collegio.

Docenti che votano alzando la mano per approvare una delibera sui criteri di valutazione durante il collegio
Il collegio ha potere deliberante: vota PTOF, criteri di valutazione, libri di testo e piano delle attività

Va chiarito un equivoco frequente sui criteri di valutazione. Il collegio non decide i singoli voti, che restano una prerogativa del docente e, in sede di scrutinio, del consiglio di classe. Il collegio fissa la cornice condivisa: la corrispondenza tra voti e livelli, i criteri per l'ammissione, i descrittori del comportamento. È la regola del gioco, non la partita. Su come quella cornice si traduce in pratica, abbiamo una guida dedicata ai criteri di valutazione nella scuola secondaria.

Quante volte si riunisce e come si svolge la seduta

Il collegio si riunisce in orario non coincidente con le lezioni, all'inizio e alla fine dell'anno scolastico e ogni volta che il dirigente lo ritiene necessario o quando lo richiede almeno un terzo dei componenti.

Non esiste un numero minimo fissato per legge: la cadenza la stabilisce lo stesso collegio quando approva il piano annuale delle attività. Nella pratica, la maggior parte delle scuole convoca da quattro a sei sedute l'anno, distribuite nei momenti chiave: avvio, scrutini, adozioni dei libri di testo, verifica finale.

Lo svolgimento segue uno schema ricorrente:

  1. Convocazione del dirigente con ordine del giorno comunicato in anticipo.
  2. Verifica del numero legale (la metà più uno degli aventi diritto).
  3. Discussione dei punti all'ordine del giorno.
  4. Delibera a maggioranza dei presenti, con votazione palese (salvo i casi che riguardano persone).
  5. Verbalizzazione a cura del segretario designato.

Errori da evitare sul collegio

  • Confondere proposta e delibera: su formazione classi e orario il collegio propone, decide il dirigente; sul PTOF e i criteri di valutazione delibera.
  • Dimenticare il numero legale: senza la metà più uno degli aventi diritto, le delibere sono invalide.
  • Pensare che il sostegno "non voti" su tutti: i docenti di sostegno sono contitolari e deliberano su tutta la classe.
  • Trattare la partecipazione come facoltativa: è un obbligo di servizio dentro le 40 ore annue, non un invito.
  • Verbalizzare in modo vago: un verbale impreciso rende difficile dimostrare cosa è stato deliberato. Vale per il collegio come per il verbale del consiglio di classe.

Collegio dei docenti, consiglio d'istituto e consiglio di classe: le differenze

È la confusione più comune, e vale la pena chiarirla con una tabella. I tre organi collegiali non sono in gerarchia: hanno competenze diverse e composizioni diverse.

OrganoChi lo componeDi cosa si occupa
Collegio dei docentiTutti i docenti, presiede il dirigenteDidattica: PTOF, criteri di valutazione, libri di testo, programmazione
Consiglio d'istitutoDirigente, docenti, genitori, ATA, studenti (alle superiori)Organizzazione e amministrazione: bilancio, regolamento, calendario, spazi
Consiglio di classeDocenti della classe (e rappresentanti genitori/studenti)La singola classe: andamento, scrutini, provvedimenti

In una frase: il collegio progetta la didattica di tutta la scuola, il consiglio d'istituto governa l'organizzazione e gestisce le risorse, il consiglio di classe segue la vita di una specifica classe. Il regolamento che fa funzionare l'istituto, ad esempio, non lo approva il collegio ma il consiglio d'istituto: lo spieghiamo nella guida al regolamento di istituto.

Per chi vuole approfondire il livello della singola classe, restano utili le nostre guide al consiglio di classe e allo scrutinio finale, dove molte delibere del collegio trovano applicazione concreta.

Confronto visivo tra il collegio dei docenti composto dai soli insegnanti e il consiglio d'istituto a composizione mista
Tre organi distinti: il collegio decide la didattica, il consiglio d'istituto l'organizzazione, il consiglio di classe la singola classe

Dalle delibere alla pratica quotidiana

Il limite del collegio non è decidere, ma fare in modo che le decisioni arrivino davvero in classe. I criteri di valutazione deliberati a settembre devono ritrovarsi nei voti di gennaio; la suddivisione in quadrimestri deve riflettersi negli scrutini; il piano delle attività deve diventare il calendario reale dei consigli e dei colloqui.

È un lavoro di traduzione che si gioca tutto sull'organizzazione: dove sono scritti i criteri condivisi, chi tiene il calendario degli impegni, come si applicano le stesse regole in tutte le classi.

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Domande frequenti

Chi fa parte del collegio dei docenti?

Tutto il personale docente in servizio nell'istituzione scolastica: docenti di ruolo, supplenti (per la durata della supplenza) e docenti di sostegno, che partecipano a pieno titolo. È presieduto dal dirigente scolastico. Negli istituti comprensivi il collegio è unico e riunisce i docenti di infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Il personale ATA non ne fa parte. La composizione è fissata dall'art. 7 del D.Lgs 297/1994.

Cosa delibera il collegio dei docenti?

Ha potere deliberante sulla didattica: elabora il PTOF, definisce i criteri di valutazione degli alunni, programma l'azione educativa, adotta i libri di testo, suddivide l'anno in trimestri o quadrimestri, approva il piano delle attività e delibera le iniziative di formazione. Formula proposte al dirigente su classi, assegnazione docenti e orario. Non si occupa di gestione amministrativa e finanziaria, che spetta al consiglio d'istituto.

Quante volte si riunisce il collegio dei docenti?

Si riunisce in orario non di lezione, a inizio e fine anno e ogni volta che il dirigente lo ritiene necessario o lo chiede almeno un terzo dei componenti. Non c'è un numero minimo di legge: la cadenza la fissa il piano annuale delle attività, in media da quattro a sei sedute. Le riunioni rientrano nelle 40 ore annue di attività funzionali all'insegnamento previste dal CCNL.

La partecipazione al collegio dei docenti è obbligatoria?

Sì, è un obbligo di servizio per tutti i docenti, parte delle attività funzionali all'insegnamento regolate dal CCNL. L'assenza va giustificata; se ingiustificata e reiterata può avere rilievo disciplinare. Le sedute rientrano nel tetto delle 40 ore annue di attività collegiali. Chi è in servizio su più scuole partecipa ai collegi di ciascun istituto.

Che differenza c'è tra collegio dei docenti e consiglio d'istituto?

Il collegio è composto solo dai docenti e decide sulla didattica (PTOF, criteri di valutazione, libri di testo). Il consiglio d'istituto ha composizione mista (dirigente, docenti, genitori, ATA, studenti alle superiori) e decide su organizzazione e amministrazione: bilancio, regolamento d'istituto, calendario, uso degli spazi. In sintesi: il collegio progetta la didattica, il consiglio d'istituto governa la scuola come organizzazione.

Conclusione

Il collegio dei docenti non è un adempimento da subire, ma il luogo in cui la scuola decide chi vuole essere sul piano didattico: come valuta, cosa programma, quali libri adotta, come si forma. Conoscerne funzioni e confini, e sapere cosa lo distingue dal consiglio d'istituto e dal consiglio di classe, aiuta a parteciparvi in modo consapevole invece che passivo.

Il passo successivo è far vivere quelle delibere nella pratica di tutti i giorni, con un'organizzazione che le tenga insieme. Per i riferimenti normativi aggiornati sugli organi collegiali, la fonte ufficiale resta il sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito.


Hai domande o suggerimenti? Scrivimi a simone@regispro.it, rispondo sempre personalmente.

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