Scrutinio Primo Quadrimestre: Guida Pratica per Docenti
Lo scrutinio del primo quadrimestre spiegato ai docenti: dalla proposta di voto alle carenze e al pagellino, con verbale e differenza primaria-secondaria.

Lo scrutinio del primo quadrimestre è il momento in cui, tra fine gennaio e febbraio, il consiglio di classe trasforma mesi di verifiche, interrogazioni e annotazioni in una proposta di voto per ogni alunno. Non è la fotocopia dello scrutinio di giugno: qui non si ammette e non si boccia nessuno, si fa il punto sul percorso e si decide come intervenire su chi è rimasto indietro. In questa guida vediamo insieme, da colleghi, come si arriva alla proposta di voto, come si formalizzano le carenze e si sceglie la modalità di recupero, cosa scrivere nel verbale intermedio e cosa comunicare alle famiglie con il pagellino, con un occhio alla differenza tra primaria e secondaria, che qui pesa parecchio.
In sintesi:
- Lo scrutinio del primo quadrimestre è una valutazione intermedia: fa il punto di metà anno, non decide ammissione o bocciatura.
- La proposta di voto parte dalla media del registro ma non è un arrotondamento: tiene conto di progresso, impegno e recupero.
- Le insufficienze diventano carenze da segnalare, con la scelta della modalità di recupero (in itinere, sportello, studio individuale).
- Alla primaria si usano i giudizi descrittivi su quattro livelli (OM 172/2020), alla secondaria i voti in decimi.
- L'esito si comunica alle famiglie con il pagellino e si mette per iscritto nel verbale dello scrutinio intermedio.
In sintesi
Lo scrutinio del primo quadrimestre è la seduta del consiglio di classe che, tra fine gennaio e febbraio, valuta il percorso di ogni alunno a metà anno: i docenti formulano una proposta di voto per disciplina, segnalano le carenze e indicano il recupero. A differenza dello scrutinio finale non decide ammissioni o bocciature, è una valutazione intermedia e formativa.
Cos'è lo scrutinio del primo quadrimestre e quando si fa
Lo scrutinio del primo quadrimestre è la seduta del consiglio di classe che chiude e valuta il primo periodo dell'anno, di norma tra fine gennaio e la prima metà di febbraio. È una valutazione intermedia e formativa: non ammette, non boccia, fa il punto. È qui la differenza netta con lo scrutinio finale di giugno, che invece decide l'ammissione o la non ammissione alla classe successiva.
Alla seduta partecipano tutti i docenti del consiglio di classe, presieduti dal dirigente o da un suo delegato. I rappresentanti dei genitori e degli studenti non entrano nello scrutinio, che è un atto tecnico e riservato del consiglio.
Trimestre o quadrimestre: lo decide il PTOF
Non tutte le scuole hanno il quadrimestre. La suddivisione dell'anno in due o tre periodi è deliberata dal collegio dei docenti nell'ambito dell'autonomia scolastica (DPR 275/1999, artt. 4 e 5), e cambia il numero e la data degli scrutini. In una scuola a quadrimestri il primo scrutinio cade a fine gennaio; in una scuola a trimestri il primo scrutinio arriva prima, tra dicembre e gennaio, e se ne aggiunge un secondo. È la prima cosa da verificare nel calendario del proprio istituto.
Dalla media del registro alla proposta di voto
Qui sta il cuore del lavoro del consiglio, e la parte che le guide tecniche saltano. Il percorso è chiaro: si parte dalla media dei voti del registro per disciplina, ma la media è il punto di partenza, non il voto. Il voto proposto è motivato e tiene conto di elementi che un numero secco non racconta: la progressione (chi è partito da 4 ed è arrivato a 6), l'impegno e la partecipazione, gli esiti dei recuperi, la continuità.
| Media di registro | Elementi del percorso | Proposta motivata |
|---|---|---|
| 5,6 | Trend in salita, ha recuperato nel secondo mese | 6 |
| 6,0 | Calo nelle ultime prove, diverse assenze | 6 con carenza segnalata |
| 4,8 | Impegno scarso, nessun recupero | 5 |
| 7,4 | Costante, partecipazione attiva | 7 |
Per calcolare la media di partenza in modo corretto, soprattutto quando i voti hanno pesi diversi, torna utile la guida su come si calcola la media dei voti. Nella secondaria di secondo grado la valutazione intermedia si esprime di norma con un voto unico per disciplina, indicazione contenuta nella CM 89 del 18 ottobre 2012 da leggere insieme al PTOF di istituto.

Media e proposta non sono la stessa cosa
Tre errori tipici da evitare quando si porta la proposta di voto in consiglio: arrotondare a occhio senza guardare il percorso, ignorare il progresso di chi è partito da lontano, portare una proposta senza saperla motivare. La media è un dato, la proposta è una valutazione professionale.

Primaria e secondaria: giudizi descrittivi o voti in decimi
Qui la distinzione normativa è fondamentale e va rispettata alla lettera. La forma della valutazione intermedia cambia con l'ordine di scuola.
| Ordine di scuola | Forma della valutazione intermedia | Norma di riferimento | Comportamento |
|---|---|---|---|
| Primaria | Giudizi descrittivi su quattro livelli | OM 172/2020 | Giudizio |
| Secondaria di primo grado | Voti in decimi | D.Lgs 62/2017 | Giudizio |
| Secondaria di secondo grado | Voti in decimi | DPR 122/2009 | Voto di condotta |
Alla primaria, con l'OM 172 del 4 dicembre 2020, la valutazione periodica e finale si esprime con giudizi descrittivi riferiti agli obiettivi di apprendimento, articolati su quattro livelli: In via di prima acquisizione, Base, Intermedio, Avanzato. Non si usano più i voti in decimi. Se ti servono modelli pronti, vedi i giudizi descrittivi con esempi pronti. Nella secondaria si usano invece i voti in decimi, con il comportamento valutato a parte. Il comportamento a metà anno si valuta ma non produce gli effetti dello scrutinio finale. Per il quadro dei criteri deliberati nel PTOF, il riferimento resta i criteri di valutazione nella scuola secondaria.

Carenze e modalità di recupero a metà anno
A metà anno l'insufficienza non è ancora un debito formativo: è una carenza da segnalare. La sospensione del giudizio e il debito nascono allo scrutinio finale, non ora, come spiega la guida su debito scolastico e sospensione del giudizio. Per ogni carenza il consiglio indica gli argomenti o gli obiettivi da recuperare e sceglie la modalità: recupero in itinere, pausa didattica, sportello, studio individuale, corsi di recupero. Il come operativo lo trovi nella guida su recupero in itinere e le altre modalità.
C'è un legame che spesso sfugge: lo scrutinio intermedio misura anche quanto la classe ha colmato rispetto al punto di partenza. Se a settembre hai somministrato le prove d'ingresso come baseline del progresso, lo scrutinio di gennaio è il momento in cui leggi quanta strada è stata fatta rispetto a quella fotografia iniziale. Utile anche tenere d'occhio già ora la soglia del 75% del monte ore (massimo 25% di assenze), che a fine anno incide sulla validità dell'anno scolastico.
Il pagellino e il verbale dello scrutinio intermedio
Lo scrutinio produce due atti: la comunicazione alle famiglie e la formalizzazione interna.
Il pagellino del primo periodo è la comunicazione alle famiglie. Contiene il voto o il giudizio per materia, il comportamento, le carenze e le relative modalità di recupero. Esce nei giorni successivi allo scrutinio, tra fine gennaio e la prima metà di febbraio, e si consulta sul registro elettronico, dove il genitore prende visione.

Il verbale dello scrutinio intermedio mette per iscritto le decisioni del consiglio. La struttura essenziale tiene insieme sei punti.
- Intestazione, data, ora, classe e presenze.
- Quadro generale della classe e andamento didattico.
- Proposte e voti deliberati per disciplina.
- Carenze rilevate e modalità di recupero assegnate.
- Valutazione del comportamento.
- Chiusura della seduta e firma.
A differenza del verbale finale, quello intermedio non delibera ammissioni: registra il punto di metà anno e le azioni di recupero. Molte scuole lo compilano direttamente nel registro elettronico, ma avere una traccia chiara a portata di mano resta utile.

Gli errori più comuni allo scrutinio intermedio
Sei inciampi da evitare
- Trattare l'intermedio come il finale, parlando di ammissione o bocciatura quando non è il momento.
- Confondere la media di registro con la proposta di voto.
- Segnalare una carenza senza indicare la modalità di recupero.
- Non comunicare per tempo alla famiglia le insufficienze, che poi a giugno pesano.
- Alla primaria usare ancora i voti in decimi invece dei livelli descrittivi.
- Redigere un verbale generico, senza motivazioni delle scelte.
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Domande frequenti
Quando ci sono gli scrutini del primo quadrimestre?
Gli scrutini del primo quadrimestre si svolgono di norma tra la fine di gennaio e la prima metà di febbraio, quando il primo periodo si chiude. La data esatta la fissa ogni istituto nel proprio calendario, perché dipende dalla scansione decisa dal collegio dei docenti. Nelle scuole a trimestri, invece, il primo scrutinio cade prima, tra dicembre e gennaio. Le pagelle escono nei giorni successivi allo scrutinio.
I voti del primo quadrimestre valgono per il voto finale?
I voti del primo quadrimestre non fanno media aritmetica con quelli del secondo per il voto finale. La valutazione finale di giugno si basa sulle prove del secondo periodo, ma tenuto conto dell'intero percorso: un primo quadrimestre negativo poi recuperato è un elemento positivo, così come un calo va considerato. Il primo periodo resta quindi un riferimento del percorso, non un numero da mediare.
Quando arrivano le pagelle del primo quadrimestre 2026?
Per l'anno scolastico 2025/2026 le pagelle del primo quadrimestre arrivano in genere tra la fine di gennaio e la prima metà di febbraio 2026, subito dopo gli scrutini. La data precisa varia da istituto a istituto e viene comunicata alle famiglie con una circolare. La pagella si consulta sul registro elettronico, dove il genitore prende visione dei voti, del giudizio e delle eventuali carenze segnalate.
Come si svolge lo scrutinio del primo quadrimestre?
Lo scrutinio si svolge come seduta del consiglio di classe presieduta dal dirigente o da un suo delegato. Ogni docente porta la proposta di voto per la propria disciplina, il consiglio esamina le situazioni critiche, delibera i voti e le carenze da segnalare e sceglie le modalità di recupero. Tutto viene messo a verbale. A differenza dello scrutinio finale non si decidono ammissioni o bocciature.
Si può cambiare un voto dopo lo scrutinio?
Una volta chiuso lo scrutinio, i voti deliberati diventano un atto collegiale e non si modificano su iniziativa del singolo docente. Sono possibili solo correzioni di errori materiali, verbalizzate e motivate dal consiglio. Durante l'anno, invece, un voto del registro può sempre essere aggiornato dal docente prima dello scrutinio. La proposta di voto, inoltre, può essere modificata dal consiglio in sede di scrutinio, a maggioranza.
In conclusione
Lo scrutinio del primo quadrimestre non è un adempimento burocratico, è la bussola di metà anno: il momento in cui si decide dove intervenire prima che sia troppo tardi. Tre gesti lo tengono in piedi, una proposta di voto motivata, carenze accompagnate dal recupero, una comunicazione chiara alla famiglia. Fatti bene, questi tre passaggi rendono lo scrutinio di giugno molto meno drammatico.
Per il quadro completo, leggi il pillar su i criteri di valutazione nella scuola secondaria e la guida a lo scrutinio finale di giugno e il modello di verbale. Hai un dubbio sul tuo caso? Scrivimi a simone@regispro.it: leggo e rispondo personalmente.
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