Uso Cellulare a Scuola 2026: Normativa Valditara e Regolamento
Uso cellulare scuola: normativa Valditara 2025, circolare MIM 3392, divieto smartphone, deroghe DSA, sanzioni, regolamento per docenti e genitori.

Settembre 2025 ha segnato una svolta. Per la prima volta in Italia, anche le superiori sono passate al divieto totale dello smartphone durante l'orario scolastico. Niente più "uso didattico" come scappatoia, niente più "solo durante l'intervallo": il telefono resta in tasca, in zaino, in armadietto o consegnato in scatola dedicata. Questa guida ti spiega cosa dice esattamente la circolare Valditara, le deroghe ammesse, le sanzioni applicabili e come gestire concretamente la regola in classe.
In pillole:
- La normativa è la Circolare MIM n. 3392 del 16 giugno 2025 firmata da Valditara
- Estende il divieto già in vigore al primo ciclo (nota 5274/2024) anche alle scuole secondarie di secondo grado
- Vietati smartphone, smartwatch, auricolari wireless durante tutto l'orario scolastico (lezioni, intervalli, spostamenti)
- Deroghe: uso autorizzato dal docente per didattica + studenti con disabilità o DSA certificati
- Sanzioni progressive definite da ogni scuola nel Regolamento di Istituto
- Le scuole devono aggiornare Regolamento e Patto di Corresponsabilità
- Tablet didattici e PC scolastici restano consentiti per la didattica autorizzata
La cronologia della normativa cellulari a scuola
La regola attuale è il punto di arrivo di un percorso normativo durato 18 anni. Te lo metto in ordine.
| Anno | Provvedimento | Cosa stabiliva |
|---|---|---|
| 2007 | Direttiva Fioroni del 15 marzo 2007 | Primo divieto generico di cellulare in classe, sanzioni educative deliberate dalle scuole |
| 2017 | Decalogo Fedeli per uso responsabile | Approccio "uso consapevole", apertura a uso didattico smartphone |
| 11 luglio 2024 | Nota MIM n. 5274 firma Valditara | Divieto totale primo ciclo (infanzia, primaria, media), anche a fini didattici |
| 16 giugno 2025 | Circolare MIM n. 3392 firma Valditara | Estensione divieto totale al secondo ciclo (superiori) dal 1° settembre 2025 |
| 17 dicembre 2025 | Nota CNDDU su ritenzione temporanea | Chiarimenti su limiti e responsabilità dei docenti nella custodia |
In sintesi
La normativa cellulari a scuola 2026 si basa su due atti: nota MIM 5274/2024 (primo ciclo) e circolare MIM 3392/2025 (secondo ciclo, dal 1 settembre 2025). Divieto totale di smartphone, smartwatch e auricolari wireless durante l'intero orario scolastico, con deroghe didattiche autorizzate dal docente e per studenti con disabilità o DSA certificati.
La svolta del 2024-2025 segna il passaggio dal modello "uso consapevole" al modello "divieto con eccezioni". Il riferimento internazionale: Francia (legge Blanquer 2018), Olanda (2024), UK (linea guida 2024), proposte UE su benessere digitale dei minori.
Cosa dice esattamente la Circolare 3392/2025
La Circolare MIM n. 3392 del 16 giugno 2025 ha 4 punti operativi.
- Divieto totale di utilizzo dello smartphone, da parte degli studenti, durante l'orario scolastico, anche a fini didattici, anche per attività ricreative.
- Estensione del divieto al secondo ciclo di istruzione: licei (classico, scientifico, linguistico, artistico, musicale, scienze umane), istituti tecnici, istituti professionali, IeFP.
- Decorrenza dal 1° settembre 2025, anno scolastico 2025/2026.
- Obbligo per le scuole di aggiornare il Regolamento di Istituto e il Patto Educativo di Corresponsabilità per recepire la circolare e definire le procedure di gestione e le sanzioni.
Il divieto comprende:
- Smartphone (qualunque marca, qualunque sistema operativo)
- Smartwatch con funzioni telefoniche, di messaggistica, di ripresa
- Auricolari wireless (AirPods, cuffie Bluetooth, in-ear) usati durante la lezione
Il divieto NON comprende:
- Tablet, PC, notebook scolastici autorizzati dal docente per la didattica
- Computer della scuola in laboratorio informatico
- LIM e schermi interattivi
- Calcolatrici scientifiche non connesse a internet

Le deroghe: quando il cellulare è ammesso
La circolare prevede due categorie di deroghe.
Deroga 1: finalità didattiche autorizzate dal docente
Il docente può consentire l'uso dello smartphone per un'attività didattica specifica, limitata nel tempo, sotto sua diretta supervisione. Esempio: ricerca veloce di una fonte storica online, scansione di un QR code con un quiz Kahoot autorizzato, raccolta dati con strumento BYOD per un progetto. L'autorizzazione deve essere esplicita, temporanea, sorvegliata. Finita l'attività, il cellulare torna in tasca o nell'apposita scatola.
La circolare specifica che NON è ammesso l'uso didattico generalizzato: serve un'attività mirata. Il docente è responsabile della gestione, anche di eventuali abusi durante la deroga (chat private, riprese non autorizzate).
Deroga 2: studenti con disabilità o DSA certificati
Gli studenti con disabilità certificata Legge 104/1992 o con disturbi specifici di apprendimento certificati Legge 170/2010 possono usare lo smartphone come strumento compensativo, se previsto nel PEI o nel PDP. Esempi: lettura facilitata con app text-to-speech, registrazione lezione per disgrafia, traduzione per alunni NAI, controllo glicemia per diabete. La deroga va scritta nel PEI/PDP firmato in consiglio di classe e comunicata a tutti i docenti.
Per gli studenti con DSA, la legge 170/2010 obbliga la scuola a consentire l'uso degli strumenti compensativi: lo smartphone con app dedicate rientra a pieno titolo se inserito nel PDP. Eventuali rifiuti del docente espongono la scuola a responsabilità.
Consiglio
Per evitare contenziosi e fraintendimenti, scrivi nel PDP/PEI in modo esplicito: "Lo studente è autorizzato all'uso dello smartphone come strumento compensativo per [funzione specifica: lettura, registrazione, ecc.] nell'ambito delle attività didattiche, secondo le indicazioni del docente". Vagheare crea ambiguità.
Cosa devono fare le scuole: 4 obblighi operativi
La circolare assegna alle scuole 4 obblighi concreti, da implementare entro inizio anno scolastico.
- Aggiornare il Regolamento di Istituto: inserire articolo dedicato al divieto, modalità di consegna e custodia, sanzioni progressive. Approvazione: Consiglio di Istituto, su parere del Collegio Docenti.
- Aggiornare il Patto Educativo di Corresponsabilità: firmato dai genitori all'iscrizione. Va modificato per recepire il divieto e gli impegni reciproci.
- Comunicare procedure di ritenzione temporanea: chi ritira, dove si custodisce il dispositivo, quando viene riconsegnato (di norma a fine giornata o ai genitori).
- Formare i docenti sulla gestione operativa: come applicare la regola, come gestire conflitti, come evitare contenziosi.
Le scuole hanno autonomia organizzativa: la circolare fissa il principio (divieto totale), ma lascia alle scuole le modalità concrete. Da qui le differenze tra istituti: alcune hanno scatole all'ingresso, altre armadietti in classe, altre permettono custodia in zaino senza accensione.

5 modelli concreti di gestione del divieto in classe
Modello 1: scatola/armadietto in classe (più diffuso)
All'ingresso in aula, gli studenti depositano il cellulare in una scatola/cassetta numerata custodita dal docente. Lo riprendono all'uscita. Vantaggi: il dispositivo resta in classe, riduce il rischio di smarrimento. Svantaggi: gestione tempi all'ingresso e uscita; responsabilità del docente sulla custodia.
Modello 2: armadi all'entrata della scuola (modello francese)
Armadi numerati nell'atrio. Ogni studente ha una chiave. Si deposita all'ingresso, si ritira all'uscita. Vantaggi: maggiore solennità, separazione chiara. Svantaggi: investimento iniziale (armadi), gestione chiavi.
Modello 3: custodia in zaino spento (più leggero)
Lo studente tiene il cellulare nello zaino, spento o in modalità aereo. Vantaggi: zero gestione logistica. Svantaggi: difficoltà di controllo, tentazione di controllo furtivo.
Modello 4: consegna docente con sacchetto personale
Ogni studente ha un sacchetto di stoffa numerato. All'ingresso lo riempie con il cellulare e lo consegna al docente, che li raccoglie in un contenitore. Vantaggi: tracciabilità individuale. Svantaggi: tempo all'ingresso.
Modello 5: app di blocco (in sperimentazione)
Alcune scuole americane usano custodie magnetiche (Yondr) che si aprono solo con sblocco magnetico in segreteria. In Italia non sono diffuse: costo elevato e dubbi giuridici sulla legittimità di "blocco fisico".
Sanzioni progressive e ritenzione temporanea
Lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti DPR 249/1998 (modificato dal DPR 235/2007) e il Regolamento di Istituto definiscono le sanzioni per chi viola il divieto. Tipicamente sono progressive.
| Livello | Sanzione | Chi la commina |
|---|---|---|
| 1 | Richiamo verbale | Docente in classe |
| 2 | Nota disciplinare sul registro | Docente con segnalazione DS |
| 3 | Ritenzione temporanea del dispositivo (fino a fine giornata o consegna ai genitori) | Docente + DS |
| 4 | Convocazione famiglia | DS o coordinatore |
| 5 | Allontanamento dalle lezioni 1-5 giorni | Consiglio di classe |
| 6 | Sospensione 6-15 giorni (cyberbullismo, riprese non autorizzate, casi gravi) | Consiglio di classe + Consiglio di istituto |
Le sanzioni hanno impatto sul voto in condotta. La nuova legge sul voto in condotta prevede che condotta insufficiente (5 in pagella) determini non ammissione all'anno successivo. Sanzioni reiterate per uso vietato del cellulare contribuiscono al peggioramento del voto.
Limiti alla ritenzione temporanea
Il CNDDU con nota di dicembre 2025 ha chiarito i limiti. La scuola può:
- Richiedere allo studente la consegna del dispositivo durante l'orario scolastico
- Custodirlo in luogo sicuro (cassaforte, armadio chiuso a chiave)
- Riconsegnarlo a fine giornata allo studente o ai genitori, secondo Regolamento
La scuola NON può:
- Aprire o ispezionare il dispositivo (lettura messaggi, foto, app): viola la riservatezza ex GDPR
- Confiscare il dispositivo a tempo indeterminato: la proprietà resta dello studente/famiglia
- Costringere fisicamente lo studente a consegnarlo (uso di forza)
- Pubblicizzare il caso sui social o nella comunità scolastica senza necessità
In caso di danno o smarrimento durante la custodia, la scuola ha responsabilità civile e deve risarcire. Da qui l'importanza di custodie sicure e tracciabili.

I docenti possono usare il cellulare in classe?
La domanda ricorre. La circolare 3392/2025 si rivolge agli studenti, non al personale docente. I docenti possono usare lo smartphone per:
- Registro elettronico (presenze, voti, comunicazioni)
- Comunicazioni urgenti con segreteria (caso di malore, infortunio, emergenza)
- Strumenti didattici autorizzati (timer, lavagna interattiva via app, scansione QR code per quiz)
- Materiali di lezione (immagini, video, fonti)
Sono invece sconsigliati o vietati dalla deontologia professionale:
- Uso personale di social, chat private, chiamate non urgenti
- Uso del cellulare durante la sorveglianza degli studenti (cortile, intervallo)
- Riprese non autorizzate di studenti
- Pubblicazione di foto di classe su social personali senza consenso
Il CCNL e il codice di comportamento del pubblico impiego DPR 62/2013 invitano il docente a un uso responsabile e visibile. Alcune scuole formalizzano regole specifiche nel Regolamento di Istituto: esempio "il personale docente non utilizza il proprio dispositivo personale durante la sorveglianza in cortile salvo necessità di servizio".
Effetti sulla didattica e sulla classe: cosa cambia davvero
Le scuole che hanno applicato il divieto totale dal 2024 (primo ciclo) e dal 2025 (superiori) raccontano questi effetti.
Effetti positivi documentati:
- Maggiore attenzione in classe (riportato da 78% docenti in survey Tuttoscuola 2025)
- Più interazione tra studenti durante l'intervallo (riportato da 65% docenti)
- Riduzione episodi di cyberbullismo in ambito scolastico
- Riduzione riprese non autorizzate di docenti e compagni
- Più tempo dedicato a relazione e gioco reale
Effetti negativi o critici riportati:
- Inizialmente forte resistenza degli studenti (calata dopo 1-2 mesi)
- Difficoltà di gestione nelle scuole grandi (centinaia di dispositivi)
- Casi di tentativi di occultamento (cellulare nascosto, secondo telefono "vecchio")
- Tensioni con famiglie che vogliono raggiungibilità immediata del figlio
- Difficoltà tecniche per studenti con esigenze speciali non ancora coperte da PDP
Risorse a supporto: Save the Children ha pubblicato consigli specifici per i genitori. L'OMS, l'OCSE e l'Istituto Superiore di Sanità citano evidenze sull'impatto dello smartphone sulla concentrazione e sul rendimento scolastico.

Errori comuni nell'applicazione del divieto
- Non aver aggiornato il Regolamento di Istituto: senza atto formale del Consiglio, le sanzioni sono contestabili
- Non aver firmato il nuovo Patto di Corresponsabilità con i genitori: le famiglie non possono dirsi informate
- Confiscare e leggere il dispositivo: viola GDPR e diritti della persona, esponendo la scuola al Garante Privacy
- Permettere "uso didattico" generalizzato: la circolare richiede attività specifiche, sorvegliate, temporanee
- Ignorare le deroghe per DSA/disabilità certificate: viola la Legge 170/2010 e 104/1992
- Comminare sanzioni davanti alla classe in modo umiliante: viola Statuto Studenti e Costituzione
- Non custodire i dispositivi raccolti in luogo sicuro: in caso di danno/smarrimento, la scuola paga
- Permettere usi personali ai docenti senza coerenza con il messaggio educativo
Attenzione
Il divieto del cellulare non è una caccia alle streghe né una prova di forza. È una scelta educativa: insegnare ai ragazzi che ci sono tempi e luoghi in cui lo smartphone si mette da parte. Vale di più la coerenza del docente che la durezza delle sanzioni. Il messaggio passa se la comunità scolastica intera lo applica con uniformità e con calma.
Differenze tra primo ciclo e secondo ciclo
| Aspetto | Primo ciclo (nota 5274/2024) | Secondo ciclo (circolare 3392/2025) |
|---|---|---|
| Decorrenza | A.S. 2024/2025 | A.S. 2025/2026 (dal 1 settembre 2025) |
| Età studenti | 3-13 anni | 14-19 anni |
| Resistenza studenti | Bassa (gestione adulta) | Iniziale alta, decresce dopo 1-2 mesi |
| Uso didattico | Vietato anche a fini didattici (consenso quasi mai) | Vietato salvo deroga docente esplicita |
| Custodia tipica | In aula in scatola docente | Armadi atrio o scatola classe |
| Sanzioni | Educative graduali | Graduali fino a sospensione |
| Voto in condotta | N/A (non previsto primaria) | Sì, impatto reale |
La differenza più visibile è la maturità degli studenti: alle superiori il divieto richiede maggiore lavoro educativo e relazionale, alle medie si gestisce con regole più semplici.

Come RegisPro semplifica la gestione del divieto
Il divieto cellulari richiede tracciabilità: chi ha violato la regola, quando, quante volte, con quali sanzioni. Senza uno strumento centralizzato, le note finiscono su agende personali, le sanzioni vengono dimenticate, il consiglio di classe non ha quadro completo.
Dentro RegisPro puoi: registrare l'episodio come nota disciplinare classificata "uso cellulare", impostare la sanzione progressiva (richiamo verbale, nota, ritenzione, convocazione), comunicare automaticamente alla famiglia, mantenere lo storico per il voto in condotta finale, generare report per il consiglio di classe e per la dirigenza. I dati restano custoditi in conformità GDPR.
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Prova GratisDomande frequenti
Qual è la normativa Valditara sull'uso del cellulare a scuola 2026?
La normativa di riferimento è la Circolare MIM n. 3392 del 16 giugno 2025, firmata dal Ministro Giuseppe Valditara. Estende a tutte le scuole secondarie di secondo grado il divieto di utilizzo dello smartphone già in vigore per il primo ciclo dalla nota MIM n. 5274 dell'11 luglio 2024. Dal 1° settembre 2025 è vietato l'uso di smartphone, smartwatch e auricolari wireless durante l'intero orario scolastico: lezioni, intervalli, spostamenti, attività didattiche. Le scuole devono aggiornare il Regolamento di Istituto e il Patto Educativo di Corresponsabilità per recepire la circolare.
Si può usare il cellulare durante l'intervallo?
No. La Circolare MIM 3392/2025 è esplicita: il divieto vale per tutto l'orario scolastico, inclusi gli intervalli, gli spostamenti e le pause. Anche negli intervalli all'aperto, in cortile, lo smartphone resta vietato. L'unica eccezione è il consenso esplicito del docente per finalità didattiche (esempio: una ricerca veloce su consegna del docente). La regola del primo ciclo, già in vigore dal 2024, era identica.
I docenti possono usare il cellulare in classe?
I docenti possono usare il proprio cellulare per finalità professionali (registro elettronico, comunicazioni urgenti con la segreteria, materiali didattici), ma sono richiamati al buon esempio: niente uso personale di social, messaggi privati o chiamate non urgenti davanti agli studenti. Il CCNL e la deontologia professionale invitano i docenti a un uso responsabile e visibile, sempre in coerenza con l'attività in corso. Alcune scuole stabiliscono nel Regolamento di Istituto regole specifiche per il personale, esempio: niente uso personale durante la sorveglianza in cortile.
Cosa succede se uno studente viene beccato con il cellulare a scuola?
Le sanzioni le definisce ogni scuola nel proprio Regolamento di Istituto e nel Patto di Corresponsabilità, secondo lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti DPR 249/1998. Tipicamente le sanzioni sono progressive: richiamo verbale alla prima volta, nota disciplinare sul registro alla seconda, ritenzione temporanea del dispositivo (consegnato ai genitori a fine giornata) o convocazione famiglia ai casi reiterati, fino alla sospensione dalle lezioni nei casi gravi (cyberbullismo, riprese non autorizzate). Il voto in condotta viene influenzato dalla nuova legge in vigore.
È legale che la scuola ritiri il cellulare allo studente?
Sì, ma con limiti precisi chiariti dal CNDDU Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani. La ritenzione temporanea è ammessa come misura cautelare prevista nel Regolamento di Istituto, fino al termine della giornata scolastica o fino alla consegna ai genitori. NON è ammessa la confisca permanente, l'apertura del telefono, la lettura di messaggi o foto. Il dispositivo va custodito in luogo sicuro (cassaforte, armadietto chiuso). In caso di danno o smarrimento, la scuola ha responsabilità civile. Le scuole comunicano le procedure di ritenzione nel patto di corresponsabilità firmato all'iscrizione.
Per approfondire
- Patto educativo di corresponsabilità esempi guida: il documento che recepisce il divieto
- Voto in condotta nuova legge: come le sanzioni impattano sulla pagella
- Nota disciplinare come scriverla esempi: il modello operativo
- Cyberbullismo scuola legge prevenzione: il tema collegato più caldo
- Bullismo a scuola come riconoscerlo: contesto della prevenzione
- DSA guida docenti strumenti compensativi: le deroghe per DSA certificati
- PDP come compilarlo: dove scrivere l'autorizzazione cellulare DSA
- Gestione classe strategie efficaci: come integrare il divieto nella gestione quotidiana
Fonti istituzionali: MIM Disposizioni sull'uso degli smartphone nel secondo ciclo e Save the Children Cellulari a scuola: novità e consigli.
Conclusione
La circolare 3392/2025 cambia la fisionomia delle scuole italiane: meno schermi, più volti. Non è una caccia agli smartphone, è una scelta culturale che ci dice una cosa precisa: a scuola ci sono tempi che servono per stare in classe, per leggere, per discutere, per giocare nell'intervallo senza essere altrove. Applicare bene la regola richiede chiarezza nel Regolamento di Istituto, coerenza tra colleghi, attenzione alle deroghe per DSA e disabilità, sanzioni graduate, comunicazione costante con le famiglie. Il primo mese è il più duro: poi diventa abitudine.
Hai dubbi sull'applicazione del divieto cellulari in classe? Scrivimi a simone@regispro.it, ti rispondo personalmente.
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