PDP: Come Compilarlo Passo per Passo (Guida per Docenti)
Come compilare il PDP passo per passo: guida pratica per docenti con checklist, errori da evitare e modello di riferimento. Tutto quello che serve sapere.

Hai appena ricevuto la certificazione DSA di uno studente e ti ritrovi davanti un modulo con decine di caselle da compilare. Le sigle si accumulano — strumenti compensativi, misure dispensative, strategie metodologiche — e il dubbio è sempre lo stesso: cosa scrivo di concreto? Come trasformo questo documento burocratico in qualcosa che serva davvero allo studente?
Il PDP (Piano Didattico Personalizzato) è lo strumento che la legge prevede per garantire il diritto allo studio degli studenti con DSA e BES. Ma compilarlo bene non è scontato. Un PDP generico, con le stesse frasi copiate per tutti, non aiuta nessuno. Un PDP ben fatto, invece, diventa la bussola che guida il lavoro quotidiano in classe.
In questa guida vediamo come compilare il PDP passo per passo, con indicazioni pratiche per ogni sezione, gli errori più comuni da evitare e una checklist per non dimenticare nulla.
Cos'è il PDP e quando è obbligatorio
Il Piano Didattico Personalizzato è un documento ufficiale che il consiglio di classe redige per adattare la didattica alle esigenze specifiche di uno studente. Non modifica gli obiettivi curricolari — lo studente deve raggiungere le stesse competenze dei compagni — ma cambia il come ci si arriva.
La normativa di riferimento è chiara. La Legge 170/2010 ha introdotto l'obbligo del PDP per gli studenti con diagnosi di DSA (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia). Il DM 5669/2011 ne ha definito le linee guida operative. La Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 ha poi esteso la possibilità di redigere il PDP anche per gli studenti con altri BES.
In pratica, ci sono due situazioni.
PDP obbligatorio. Per ogni studente con certificazione DSA rilasciata dal Servizio Sanitario Nazionale o da strutture accreditate. Senza il PDP, la scuola viola la legge.
PDP facoltativo ma consigliato. Per studenti con altri Bisogni Educativi Speciali: difficoltà linguistiche (studenti stranieri), svantaggio socio-economico, disturbi dell'attenzione senza certificazione 104, difficoltà temporanee. In questi casi è il consiglio di classe a decidere, e la decisione va verbalizzata.
Attenzione alle tempistiche
Il PDP va redatto entro il primo trimestre, di norma entro novembre. Se la diagnosi arriva in corso d'anno, hai 90 giorni dalla consegna alla scuola. Non aspettare l'ultimo giorno: un PDP preparato con fretta si vede, e lo studente ne paga le conseguenze.

Differenza tra PDP e PEI
Prima di compilare il PDP, è fondamentale capire cosa non è. La confusione con il PEI (Piano Educativo Individualizzato) è frequente, ma i due documenti hanno finalità diverse.
| Aspetto | PDP | PEI |
|---|---|---|
| Destinatari | Studenti con DSA o altri BES | Studenti con disabilità certificata (L. 104/1992) |
| Normativa | Legge 170/2010, DM 5669/2011 | Legge 104/1992, D.Lgs. 66/2017 |
| Obiettivi | Stessi obiettivi della classe | Possono essere differenziati |
| Strumenti | Compensativi e dispensativi | Personalizzazione completa del curricolo |
| Chi lo redige | Consiglio di classe | Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) |
| Docente di sostegno | Non previsto | Assegnato con le ore di sostegno |
| Valutazione | Stessi criteri con strumenti adattati | Criteri personalizzati o differenziati |
Il concetto chiave è questo: il PDP adatta il percorso senza cambiare la destinazione. Lo studente con PDP sostiene le stesse verifiche dei compagni, ma con tempi più lunghi, mappe concettuali, calcolatrice o altri strumenti che compensano la difficoltà specifica.
Il PEI, invece, può modificare anche la destinazione. Per approfondire il tema dell'inclusione scolastica e delle diverse tipologie di bisogni, la guida sulla didattica inclusiva offre una panoramica completa delle strategie disponibili.

Come compilare il PDP: guida passo per passo
Veniamo al punto pratico. Un PDP si compila in sette sezioni principali. Ogni scuola ha il proprio modello, ma la struttura segue le indicazioni del MIUR ed è sostanzialmente la stessa ovunque.
Sezione 1 — Dati anagrafici e diagnosi
La prima parte è la più semplice ma anche quella dove si commettono errori evitabili. Devi inserire i dati dello studente e della diagnosi.
Cosa indicare:
- Nome, cognome, data di nascita, classe e sezione
- Tipologia di disturbo diagnosticato (es. dislessia, discalculia)
- Data della diagnosi e struttura che l'ha rilasciata
- Codice ICD-10 del disturbo (lo trovi nella certificazione)
- Eventuali aggiornamenti della diagnosi
Il dato più importante è il profilo funzionale che accompagna la diagnosi. Non fermarti alla sigla: leggi cosa dice lo specialista sulle aree di forza e di difficoltà dello studente. È lì che trovi le indicazioni per compilare il resto del PDP.
Sezione 2 — Descrizione del funzionamento dello studente
Questa è la sezione che fa la differenza tra un PDP utile e uno inutile. Qui descrivi come lo studente funziona realmente in classe, non come dice la diagnosi.
Le aree da osservare sono:
- Lettura: velocità, correttezza, comprensione del testo
- Scrittura: ortografia, sintassi, organizzazione del testo, grafia
- Calcolo: calcolo mentale, scritto, problem solving
- Attenzione e concentrazione: durata, distraibilità, necessità di pause
- Memorizzazione: memoria a breve e lungo termine, strategie usate
- Organizzazione: gestione del materiale, pianificazione dei compiti, autonomia
Osserva prima di scrivere
Non compilare questa sezione il giorno stesso del consiglio di classe. Prenditi almeno due settimane per osservare lo studente durante le tue ore. Annota episodi concreti: "Nella verifica del 15 ottobre ha impiegato 40 minuti sui primi 3 esercizi su 8" è molto più utile di "Ha difficoltà nella gestione del tempo".
Sezione 3 — Strategie metodologiche e didattiche
Qui indichi come insegni tenendo conto delle difficoltà dello studente. Non è un elenco generico di buone pratiche, ma strategie specifiche collegate al profilo funzionale della sezione precedente.
Alcuni esempi concreti per disciplina:
Italiano/Lingue:
- Fornire anticipatamente il testo delle verifiche per preparazione con sintesi vocale
- Privilegiare verifiche orali con domande guidate
- Concedere tempo aggiuntivo del 30% per le verifiche scritte
Matematica/Scienze:
- Permettere l'uso di formulari durante verifiche e interrogazioni
- Prediligere esercizi con procedimento guidato (step-by-step)
- Valutare il procedimento, non solo il risultato numerico
Storia/Geografia:
- Utilizzare mappe concettuali come supporto all'esposizione orale
- Fornire linee del tempo e carte tematiche semplificate
- Privilegiare verifiche con domande a risposta breve rispetto al tema aperto

Sezione 4 — Strumenti compensativi
Gli strumenti compensativi sono i supporti che permettono allo studente di compensare la difficoltà senza ridurre gli obiettivi di apprendimento. La Legge 170 li prevede espressamente.
Gli strumenti più comuni, suddivisi per area:
Per la lettura:
- Sintesi vocale (software text-to-speech)
- Libri digitali con caratteri ad alta leggibilità
- Righello per la lettura (evidenzia una riga alla volta)
Per la scrittura:
- Computer con correttore ortografico
- Software di videoscrittura con predizione testuale
- Registratore per prendere appunti
Per il calcolo:
- Calcolatrice (anche nelle verifiche)
- Tavola pitagorica e formulari
- Software per la costruzione di grafici
Per lo studio:
- Mappe concettuali (create dallo studente o fornite)
- Schemi e riassunti strutturati
- Registrazioni delle lezioni
La regola è: indica solo gli strumenti che lo studente sa usare o che vi impegnate a insegnargli. Scrivere "sintesi vocale" nel PDP e poi non verificare mai che lo studente la sappia usare è un errore frequente.
Sezione 5 — Misure dispensative
Le misure dispensative esonerano lo studente da alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose senza aggiungere valore all'apprendimento.
Le misure dispensative previste dalla normativa includono:
- Dispensa dalla lettura ad alta voce in classe
- Dispensa dalla scrittura veloce sotto dettatura
- Dispensa dallo studio mnemonico di formule, tabelline, definizioni
- Tempi aggiuntivi per le verifiche scritte (di norma +30%)
- Verifiche programmate (non a sorpresa)
- Riduzione quantitativa dei compiti a casa (non qualitativa)
Dispensare non significa eliminare
Dispensare dalla lettura ad alta voce non significa che lo studente non legge. Significa che non viene chiamato a leggere davanti alla classe senza preavviso. Può comunque leggere durante le esercitazioni individuali o in piccolo gruppo. La dispensa protegge dalla frustrazione pubblica, non dall'apprendimento.
Sezione 6 — Criteri e modalità di verifica e valutazione
Questa sezione è cruciale perché determina come lo studente viene valutato. Il principio è: si valutano le competenze, non le conseguenze del disturbo.
Verifiche scritte:
- Tempo aggiuntivo del 30% (o verifiche con meno esercizi, a parità di competenze)
- Uso degli strumenti compensativi indicati nella sezione 4
- Preferenza per domande a risposta multipla o a completamento rispetto al tema aperto (per dislessia/disgrafia)
Verifiche orali:
- Programmazione con anticipo di almeno 3 giorni
- Possibilità di usare mappe e schemi durante l'esposizione
- Domande guida per strutturare la risposta
Valutazione:
- Valutare il contenuto, non la forma (per disortografia)
- Non penalizzare errori ortografici ricorrenti legati al disturbo
- Considerare il percorso di miglioramento, non solo il singolo risultato
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Inizia GratisSezione 7 — Patto con la famiglia
L'ultima sezione formalizza l'impegno reciproco tra scuola, famiglia e studente. Non è una formalità: è il momento in cui tutti condividono le responsabilità.
La scuola si impegna a:
- Applicare le strategie e gli strumenti indicati nel PDP
- Comunicare alla famiglia eventuali difficoltà o progressi
- Verificare periodicamente l'efficacia del piano
La famiglia si impegna a:
- Supportare lo studente nello studio a casa con gli strumenti concordati
- Comunicare eventuali cambiamenti o difficoltà
- Partecipare agli incontri di verifica del PDP
Lo studente si impegna a:
- Utilizzare gli strumenti compensativi messi a disposizione
- Comunicare le difficoltà ai docenti
- Partecipare attivamente al proprio percorso di apprendimento
Il PDP va firmato da tutti i docenti del consiglio, dal dirigente, dalla famiglia e, quando possibile, dallo studente stesso.

I 5 errori più comuni nella compilazione del PDP
Dopo anni di consigli di classe e PDP compilati, certi errori si ripetono. Riconoscerli è il primo passo per evitarli.
1. Il PDP copia-incolla
È l'errore più diffuso. Si prende il PDP dell'anno precedente (o peggio, di un altro studente) e si cambiano nome e classe. Il risultato è un documento generico che non tiene conto della situazione reale dello studente.
Ogni PDP deve partire dalla diagnosi specifica e dalle osservazioni in classe di quell'anno. Uno studente con dislessia lieve ha bisogni diversi da uno con dislessia grave, anche se il codice ICD-10 è lo stesso.
2. Elencare strumenti che nessuno usa
Scrivere nel PDP "sintesi vocale, mappe concettuali, calcolatrice, registratore, software specifici" quando lo studente non ha mai visto un software di sintesi vocale è inutile e potenzialmente dannoso. In caso di contenzioso, la scuola deve dimostrare di aver effettivamente messo a disposizione quegli strumenti.
3. Non coinvolgere la famiglia
Il PDP non è un documento che la scuola scrive e la famiglia firma. La famiglia conosce lo studente in un contesto diverso e ha informazioni preziose su cosa funziona e cosa no. Un PDP costruito senza il loro contributo parte zoppo.
4. Dimenticare la verifica intermedia
Il PDP non è un documento che si compila a novembre e si riapre a giugno. Va verificato almeno una volta a quadrimestre. Funzionano le strategie scelte? Lo studente usa gli strumenti? I risultati stanno migliorando? Se qualcosa non funziona, il PDP si modifica.
5. Confondere dispensa con riduzione degli obiettivi
Dispensare dalla lettura ad alta voce non significa che lo studente non studia. Concedere tempo aggiuntivo non significa abbassare la difficoltà della verifica. Gli obiettivi restano quelli della classe. Cambiano solo i modi per raggiungerli.
Un buon PDP si riconosce così
Prova a rileggere il PDP senza il nome dello studente. Se potrebbe andare bene per chiunque, è troppo generico. Un buon PDP è talmente specifico che, leggendolo, riconosci lo studente di cui parla.

Checklist per la compilazione del PDP
Per non dimenticare nulla, ecco una checklist operativa da seguire prima, durante e dopo la compilazione.
Prima del consiglio di classe
- Leggere la diagnosi completa (non solo la prima pagina)
- Parlare con la famiglia per raccogliere informazioni sul metodo di studio a casa
- Osservare lo studente per almeno due settimane annotando episodi concreti
- Confrontarsi con i colleghi delle altre discipline
- Recuperare il PDP dell'anno precedente (se esiste) per verificare cosa ha funzionato
Durante la compilazione
- Compilare ogni sezione con riferimenti specifici allo studente
- Collegare ogni strumento compensativo a una difficoltà osservata
- Verificare che le misure dispensative siano coerenti con la diagnosi
- Definire criteri di verifica realistici e applicabili
- Concordare con la famiglia gli impegni reciproci
Dopo la compilazione
- Far firmare il documento a tutti (docenti, dirigente, famiglia)
- Consegnare una copia alla famiglia
- Inserire il PDP nel fascicolo personale dello studente
- Calendarizzare la verifica intermedia (febbraio-marzo)
- Comunicare a eventuali supplenti l'esistenza del PDP e i suoi contenuti
Per gestire al meglio le informazioni sugli studenti con BES e tenere traccia dei progressi nel tempo, un registro elettronico ben organizzato fa la differenza. Avere voti, note e osservazioni in un unico posto semplifica anche la compilazione del PDP.
Modello di riferimento per il PDP
Ogni scuola adotta un proprio modello, ma la struttura segue le indicazioni ministeriali. Ecco uno schema di riferimento con le informazioni essenziali per ogni sezione.
| Sezione | Contenuto | Fonte delle informazioni |
|---|---|---|
| 1. Dati anagrafici | Nome, classe, diagnosi, codice ICD-10 | Segreteria + certificazione |
| 2. Profilo funzionale | Punti di forza e difficoltà in classe | Osservazione docenti + diagnosi |
| 3. Strategie didattiche | Metodologie per ogni disciplina | Consiglio di classe |
| 4. Strumenti compensativi | Supporti concreti utilizzati | Diagnosi + famiglia + docenti |
| 5. Misure dispensative | Esoneri specifici | Normativa + diagnosi |
| 6. Verifica e valutazione | Modalità e criteri adattati | Consiglio di classe |
| 7. Patto scuola-famiglia | Impegni reciproci con firma | Incontro con la famiglia |
Il Ministero ha pubblicato modelli di riferimento per ogni ordine scolastico. Li trovi sul sito del MIUR nella sezione dedicata ai DSA. Molti Uffici Scolastici Regionali hanno poi adattato questi modelli con integrazioni locali: verifica se la tua regione ha un modello specifico.
La compilazione del PDP è uno dei momenti in cui il lavoro del consiglio di classe diventa più concreto e collaborativo. Ogni docente porta la propria osservazione disciplinare, e dal confronto nasce un documento che ha senso.
Per chi lavora con studenti che mostrano difficoltà comportamentali oltre a quelle di apprendimento, può essere utile integrare il PDP con le strategie di gestione della classe e con un sistema di valutazione formativa che dia feedback continui allo studente.
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