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PDP: Come Compilarlo Passo per Passo (Guida per Docenti)

Come compilare il PDP passo per passo: guida pratica per docenti con checklist, errori da evitare e modello di riferimento. Tutto quello che serve sapere.

Simone Frosini3 aprile 202614 min di lettura
Docente che compila un Piano Didattico Personalizzato per uno studente con BES

Hai appena ricevuto la certificazione DSA di uno studente e ti ritrovi davanti un modulo con decine di caselle da compilare. Le sigle si accumulano — strumenti compensativi, misure dispensative, strategie metodologiche — e il dubbio è sempre lo stesso: cosa scrivo di concreto? Come trasformo questo documento burocratico in qualcosa che serva davvero allo studente?

Il PDP (Piano Didattico Personalizzato) è lo strumento che la legge prevede per garantire il diritto allo studio degli studenti con DSA e BES. Ma compilarlo bene non è scontato. Un PDP generico, con le stesse frasi copiate per tutti, non aiuta nessuno. Un PDP ben fatto, invece, diventa la bussola che guida il lavoro quotidiano in classe.

In questa guida vediamo come compilare il PDP passo per passo, con indicazioni pratiche per ogni sezione, gli errori più comuni da evitare e una checklist per non dimenticare nulla.

Cos'è il PDP e quando è obbligatorio

Il Piano Didattico Personalizzato è un documento ufficiale che il consiglio di classe redige per adattare la didattica alle esigenze specifiche di uno studente. Non modifica gli obiettivi curricolari — lo studente deve raggiungere le stesse competenze dei compagni — ma cambia il come ci si arriva.

La normativa di riferimento è chiara. La Legge 170/2010 ha introdotto l'obbligo del PDP per gli studenti con diagnosi di DSA (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia). Il DM 5669/2011 ne ha definito le linee guida operative. La Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 ha poi esteso la possibilità di redigere il PDP anche per gli studenti con altri BES.

In pratica, ci sono due situazioni.

PDP obbligatorio. Per ogni studente con certificazione DSA rilasciata dal Servizio Sanitario Nazionale o da strutture accreditate. Senza il PDP, la scuola viola la legge.

PDP facoltativo ma consigliato. Per studenti con altri Bisogni Educativi Speciali: difficoltà linguistiche (studenti stranieri), svantaggio socio-economico, disturbi dell'attenzione senza certificazione 104, difficoltà temporanee. In questi casi è il consiglio di classe a decidere, e la decisione va verbalizzata.

Attenzione alle tempistiche

Il PDP va redatto entro il primo trimestre, di norma entro novembre. Se la diagnosi arriva in corso d'anno, hai 90 giorni dalla consegna alla scuola. Non aspettare l'ultimo giorno: un PDP preparato con fretta si vede, e lo studente ne paga le conseguenze.

Schema visivo della normativa italiana sul PDP con Legge 170 e Direttiva Ministeriale BES
La normativa è chiara: il PDP per studenti DSA non è facoltativo, è un obbligo di legge

Differenza tra PDP e PEI

Prima di compilare il PDP, è fondamentale capire cosa non è. La confusione con il PEI (Piano Educativo Individualizzato) è frequente, ma i due documenti hanno finalità diverse.

AspettoPDPPEI
DestinatariStudenti con DSA o altri BESStudenti con disabilità certificata (L. 104/1992)
NormativaLegge 170/2010, DM 5669/2011Legge 104/1992, D.Lgs. 66/2017
ObiettiviStessi obiettivi della classePossono essere differenziati
StrumentiCompensativi e dispensativiPersonalizzazione completa del curricolo
Chi lo redigeConsiglio di classeGruppo di Lavoro Operativo (GLO)
Docente di sostegnoNon previstoAssegnato con le ore di sostegno
ValutazioneStessi criteri con strumenti adattatiCriteri personalizzati o differenziati

Il concetto chiave è questo: il PDP adatta il percorso senza cambiare la destinazione. Lo studente con PDP sostiene le stesse verifiche dei compagni, ma con tempi più lunghi, mappe concettuali, calcolatrice o altri strumenti che compensano la difficoltà specifica.

Il PEI, invece, può modificare anche la destinazione. Per approfondire il tema dell'inclusione scolastica e delle diverse tipologie di bisogni, la guida sulla didattica inclusiva offre una panoramica completa delle strategie disponibili.

Confronto visivo tra PDP e PEI con le differenze principali nella scuola italiana
PDP e PEI rispondono a bisogni diversi: il PDP adatta il percorso, il PEI può modificare gli obiettivi

Come compilare il PDP: guida passo per passo

Veniamo al punto pratico. Un PDP si compila in sette sezioni principali. Ogni scuola ha il proprio modello, ma la struttura segue le indicazioni del MIUR ed è sostanzialmente la stessa ovunque.

Sezione 1 — Dati anagrafici e diagnosi

La prima parte è la più semplice ma anche quella dove si commettono errori evitabili. Devi inserire i dati dello studente e della diagnosi.

Cosa indicare:

  1. Nome, cognome, data di nascita, classe e sezione
  2. Tipologia di disturbo diagnosticato (es. dislessia, discalculia)
  3. Data della diagnosi e struttura che l'ha rilasciata
  4. Codice ICD-10 del disturbo (lo trovi nella certificazione)
  5. Eventuali aggiornamenti della diagnosi

Il dato più importante è il profilo funzionale che accompagna la diagnosi. Non fermarti alla sigla: leggi cosa dice lo specialista sulle aree di forza e di difficoltà dello studente. È lì che trovi le indicazioni per compilare il resto del PDP.

Sezione 2 — Descrizione del funzionamento dello studente

Questa è la sezione che fa la differenza tra un PDP utile e uno inutile. Qui descrivi come lo studente funziona realmente in classe, non come dice la diagnosi.

Le aree da osservare sono:

  • Lettura: velocità, correttezza, comprensione del testo
  • Scrittura: ortografia, sintassi, organizzazione del testo, grafia
  • Calcolo: calcolo mentale, scritto, problem solving
  • Attenzione e concentrazione: durata, distraibilità, necessità di pause
  • Memorizzazione: memoria a breve e lungo termine, strategie usate
  • Organizzazione: gestione del materiale, pianificazione dei compiti, autonomia

Osserva prima di scrivere

Non compilare questa sezione il giorno stesso del consiglio di classe. Prenditi almeno due settimane per osservare lo studente durante le tue ore. Annota episodi concreti: "Nella verifica del 15 ottobre ha impiegato 40 minuti sui primi 3 esercizi su 8" è molto più utile di "Ha difficoltà nella gestione del tempo".

Sezione 3 — Strategie metodologiche e didattiche

Qui indichi come insegni tenendo conto delle difficoltà dello studente. Non è un elenco generico di buone pratiche, ma strategie specifiche collegate al profilo funzionale della sezione precedente.

Alcuni esempi concreti per disciplina:

Italiano/Lingue:

  • Fornire anticipatamente il testo delle verifiche per preparazione con sintesi vocale
  • Privilegiare verifiche orali con domande guidate
  • Concedere tempo aggiuntivo del 30% per le verifiche scritte

Matematica/Scienze:

  • Permettere l'uso di formulari durante verifiche e interrogazioni
  • Prediligere esercizi con procedimento guidato (step-by-step)
  • Valutare il procedimento, non solo il risultato numerico

Storia/Geografia:

  • Utilizzare mappe concettuali come supporto all'esposizione orale
  • Fornire linee del tempo e carte tematiche semplificate
  • Privilegiare verifiche con domande a risposta breve rispetto al tema aperto
Docente che applica strategie didattiche personalizzate per uno studente con DSA durante una lezione
Le strategie del PDP devono essere specifiche per lo studente, non copiate da un modello generico

Sezione 4 — Strumenti compensativi

Gli strumenti compensativi sono i supporti che permettono allo studente di compensare la difficoltà senza ridurre gli obiettivi di apprendimento. La Legge 170 li prevede espressamente.

Gli strumenti più comuni, suddivisi per area:

Per la lettura:

  • Sintesi vocale (software text-to-speech)
  • Libri digitali con caratteri ad alta leggibilità
  • Righello per la lettura (evidenzia una riga alla volta)

Per la scrittura:

  • Computer con correttore ortografico
  • Software di videoscrittura con predizione testuale
  • Registratore per prendere appunti

Per il calcolo:

  • Calcolatrice (anche nelle verifiche)
  • Tavola pitagorica e formulari
  • Software per la costruzione di grafici

Per lo studio:

  • Mappe concettuali (create dallo studente o fornite)
  • Schemi e riassunti strutturati
  • Registrazioni delle lezioni

La regola è: indica solo gli strumenti che lo studente sa usare o che vi impegnate a insegnargli. Scrivere "sintesi vocale" nel PDP e poi non verificare mai che lo studente la sappia usare è un errore frequente.

Sezione 5 — Misure dispensative

Le misure dispensative esonerano lo studente da alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose senza aggiungere valore all'apprendimento.

Le misure dispensative previste dalla normativa includono:

  • Dispensa dalla lettura ad alta voce in classe
  • Dispensa dalla scrittura veloce sotto dettatura
  • Dispensa dallo studio mnemonico di formule, tabelline, definizioni
  • Tempi aggiuntivi per le verifiche scritte (di norma +30%)
  • Verifiche programmate (non a sorpresa)
  • Riduzione quantitativa dei compiti a casa (non qualitativa)

Dispensare non significa eliminare

Dispensare dalla lettura ad alta voce non significa che lo studente non legge. Significa che non viene chiamato a leggere davanti alla classe senza preavviso. Può comunque leggere durante le esercitazioni individuali o in piccolo gruppo. La dispensa protegge dalla frustrazione pubblica, non dall'apprendimento.

Sezione 6 — Criteri e modalità di verifica e valutazione

Questa sezione è cruciale perché determina come lo studente viene valutato. Il principio è: si valutano le competenze, non le conseguenze del disturbo.

Verifiche scritte:

  • Tempo aggiuntivo del 30% (o verifiche con meno esercizi, a parità di competenze)
  • Uso degli strumenti compensativi indicati nella sezione 4
  • Preferenza per domande a risposta multipla o a completamento rispetto al tema aperto (per dislessia/disgrafia)

Verifiche orali:

  • Programmazione con anticipo di almeno 3 giorni
  • Possibilità di usare mappe e schemi durante l'esposizione
  • Domande guida per strutturare la risposta

Valutazione:

  • Valutare il contenuto, non la forma (per disortografia)
  • Non penalizzare errori ortografici ricorrenti legati al disturbo
  • Considerare il percorso di miglioramento, non solo il singolo risultato

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Sezione 7 — Patto con la famiglia

L'ultima sezione formalizza l'impegno reciproco tra scuola, famiglia e studente. Non è una formalità: è il momento in cui tutti condividono le responsabilità.

La scuola si impegna a:

  • Applicare le strategie e gli strumenti indicati nel PDP
  • Comunicare alla famiglia eventuali difficoltà o progressi
  • Verificare periodicamente l'efficacia del piano

La famiglia si impegna a:

  • Supportare lo studente nello studio a casa con gli strumenti concordati
  • Comunicare eventuali cambiamenti o difficoltà
  • Partecipare agli incontri di verifica del PDP

Lo studente si impegna a:

  • Utilizzare gli strumenti compensativi messi a disposizione
  • Comunicare le difficoltà ai docenti
  • Partecipare attivamente al proprio percorso di apprendimento

Il PDP va firmato da tutti i docenti del consiglio, dal dirigente, dalla famiglia e, quando possibile, dallo studente stesso.

Incontro tra docenti e famiglia per la condivisione del Piano Didattico Personalizzato dello studente
Il PDP funziona solo se scuola e famiglia lo costruiscono insieme

I 5 errori più comuni nella compilazione del PDP

Dopo anni di consigli di classe e PDP compilati, certi errori si ripetono. Riconoscerli è il primo passo per evitarli.

1. Il PDP copia-incolla

È l'errore più diffuso. Si prende il PDP dell'anno precedente (o peggio, di un altro studente) e si cambiano nome e classe. Il risultato è un documento generico che non tiene conto della situazione reale dello studente.

Ogni PDP deve partire dalla diagnosi specifica e dalle osservazioni in classe di quell'anno. Uno studente con dislessia lieve ha bisogni diversi da uno con dislessia grave, anche se il codice ICD-10 è lo stesso.

2. Elencare strumenti che nessuno usa

Scrivere nel PDP "sintesi vocale, mappe concettuali, calcolatrice, registratore, software specifici" quando lo studente non ha mai visto un software di sintesi vocale è inutile e potenzialmente dannoso. In caso di contenzioso, la scuola deve dimostrare di aver effettivamente messo a disposizione quegli strumenti.

3. Non coinvolgere la famiglia

Il PDP non è un documento che la scuola scrive e la famiglia firma. La famiglia conosce lo studente in un contesto diverso e ha informazioni preziose su cosa funziona e cosa no. Un PDP costruito senza il loro contributo parte zoppo.

4. Dimenticare la verifica intermedia

Il PDP non è un documento che si compila a novembre e si riapre a giugno. Va verificato almeno una volta a quadrimestre. Funzionano le strategie scelte? Lo studente usa gli strumenti? I risultati stanno migliorando? Se qualcosa non funziona, il PDP si modifica.

5. Confondere dispensa con riduzione degli obiettivi

Dispensare dalla lettura ad alta voce non significa che lo studente non studia. Concedere tempo aggiuntivo non significa abbassare la difficoltà della verifica. Gli obiettivi restano quelli della classe. Cambiano solo i modi per raggiungerli.

Un buon PDP si riconosce così

Prova a rileggere il PDP senza il nome dello studente. Se potrebbe andare bene per chiunque, è troppo generico. Un buon PDP è talmente specifico che, leggendolo, riconosci lo studente di cui parla.

Lista visiva dei cinque errori più comuni nella compilazione del PDP a scuola
Evitare questi errori trasforma il PDP da documento burocratico a strumento utile

Checklist per la compilazione del PDP

Per non dimenticare nulla, ecco una checklist operativa da seguire prima, durante e dopo la compilazione.

Prima del consiglio di classe

  1. Leggere la diagnosi completa (non solo la prima pagina)
  2. Parlare con la famiglia per raccogliere informazioni sul metodo di studio a casa
  3. Osservare lo studente per almeno due settimane annotando episodi concreti
  4. Confrontarsi con i colleghi delle altre discipline
  5. Recuperare il PDP dell'anno precedente (se esiste) per verificare cosa ha funzionato

Durante la compilazione

  1. Compilare ogni sezione con riferimenti specifici allo studente
  2. Collegare ogni strumento compensativo a una difficoltà osservata
  3. Verificare che le misure dispensative siano coerenti con la diagnosi
  4. Definire criteri di verifica realistici e applicabili
  5. Concordare con la famiglia gli impegni reciproci

Dopo la compilazione

  1. Far firmare il documento a tutti (docenti, dirigente, famiglia)
  2. Consegnare una copia alla famiglia
  3. Inserire il PDP nel fascicolo personale dello studente
  4. Calendarizzare la verifica intermedia (febbraio-marzo)
  5. Comunicare a eventuali supplenti l'esistenza del PDP e i suoi contenuti

Per gestire al meglio le informazioni sugli studenti con BES e tenere traccia dei progressi nel tempo, un registro elettronico ben organizzato fa la differenza. Avere voti, note e osservazioni in un unico posto semplifica anche la compilazione del PDP.

Modello di riferimento per il PDP

Ogni scuola adotta un proprio modello, ma la struttura segue le indicazioni ministeriali. Ecco uno schema di riferimento con le informazioni essenziali per ogni sezione.

SezioneContenutoFonte delle informazioni
1. Dati anagraficiNome, classe, diagnosi, codice ICD-10Segreteria + certificazione
2. Profilo funzionalePunti di forza e difficoltà in classeOsservazione docenti + diagnosi
3. Strategie didatticheMetodologie per ogni disciplinaConsiglio di classe
4. Strumenti compensativiSupporti concreti utilizzatiDiagnosi + famiglia + docenti
5. Misure dispensativeEsoneri specificiNormativa + diagnosi
6. Verifica e valutazioneModalità e criteri adattatiConsiglio di classe
7. Patto scuola-famigliaImpegni reciproci con firmaIncontro con la famiglia

Il Ministero ha pubblicato modelli di riferimento per ogni ordine scolastico. Li trovi sul sito del MIUR nella sezione dedicata ai DSA. Molti Uffici Scolastici Regionali hanno poi adattato questi modelli con integrazioni locali: verifica se la tua regione ha un modello specifico.

La compilazione del PDP è uno dei momenti in cui il lavoro del consiglio di classe diventa più concreto e collaborativo. Ogni docente porta la propria osservazione disciplinare, e dal confronto nasce un documento che ha senso.

Per chi lavora con studenti che mostrano difficoltà comportamentali oltre a quelle di apprendimento, può essere utile integrare il PDP con le strategie di gestione della classe e con un sistema di valutazione formativa che dia feedback continui allo studente.

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