PEI: Come Compilarlo Passo per Passo (Guida per Docenti di Sostegno)
Come compilare il PEI passo per passo: guida pratica per docenti di sostegno con le 4 dimensioni, obiettivi, verifiche e modello ICF. Tutto quello che serve.

Sei al tuo primo incarico di sostegno e ti trovi davanti il modulo del PEI. Quattro dimensioni, profilo di funzionamento, obiettivi educativi, barriere e facilitatori. Le voci da compilare sembrano infinite e la domanda è sempre la stessa: da dove comincio? Come scrivo qualcosa che serva davvero a questo studente, e non sia solo burocrazia?
Il PEI (Piano Educativo Individualizzato) è il documento più importante per il percorso scolastico di uno studente con disabilità. Compilarlo bene significa costruire una mappa che guida tutto il consiglio di classe — non solo il docente di sostegno — nel lavoro quotidiano. Un PEI generico, con frasi copia-incolla, è un'occasione persa.
In questa guida vediamo come compilare il PEI passo per passo, seguendo il nuovo modello nazionale su base ICF introdotto dal D.I. 182/2020 e confermato dalla sentenza del Consiglio di Stato 3196/2022.
Cos'è il PEI e qual è la normativa di riferimento
Il Piano Educativo Individualizzato è il documento che progetta il percorso scolastico di ogni studente con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/1992. A differenza del PDP, il PEI può modificare non solo gli strumenti ma anche gli obiettivi del percorso, adattandoli alle capacità e ai bisogni reali dello studente.
La normativa che regola il PEI si è evoluta significativamente negli ultimi anni. Ecco i riferimenti essenziali.
Legge 104/1992 — La legge quadro sull'handicap che ha introdotto il diritto all'integrazione scolastica e il PEI come strumento operativo.
D.Lgs. 66/2017 — Ha riformato l'inclusione scolastica introducendo il Profilo di Funzionamento su base ICF e ridefinendo il ruolo del GLO.
D.I. 182/2020 — Ha approvato i nuovi modelli nazionali di PEI, uniformando la struttura su tutto il territorio e introducendo le quattro dimensioni.
Sentenza Consiglio di Stato 3196/2022 — Ha confermato la legittimità dei nuovi modelli, risolvendo i dubbi giuridici sollevati dal TAR Lazio.
In pratica, dal 2021-2022 tutte le scuole italiane usano lo stesso formato di PEI, strutturato sulle quattro dimensioni del modello ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) dell'OMS.
Il modello ICF in sintesi
L'ICF non guarda alla disabilità come deficit, ma analizza il funzionamento della persona nell'interazione con l'ambiente. Per questo nel PEI si parla di barriere (cosa ostacola) e facilitatori (cosa aiuta), non solo di "problemi" dello studente.

Differenza tra PEI e PDP
La confusione tra PEI e PDP è tra le più frequenti nella scuola italiana. I due documenti condividono l'obiettivo di personalizzare il percorso, ma si applicano a situazioni molto diverse.
| Aspetto | PEI | PDP |
|---|---|---|
| Destinatari | Studenti con disabilità certificata (L. 104/1992) | Studenti con DSA o altri BES |
| Normativa | L. 104/1992, D.Lgs. 66/2017, D.I. 182/2020 | L. 170/2010, DM 5669/2011 |
| Obiettivi | Possono essere differenziati o riconducibili ai minimi | Stessi obiettivi della classe |
| Chi lo redige | GLO (consiglio di classe + sostegno + famiglia + ASL) | Consiglio di classe |
| Docente di sostegno | Assegnato con ore dedicate | Non previsto |
| Valutazione | Criteri personalizzati | Stessi criteri con strumenti adattati |
| Esame di Stato | Diploma (obiettivi minimi) o attestato (differenziato) | Diploma con misure compensative |
La distinzione fondamentale riguarda gli obiettivi. Con il PDP, lo studente segue lo stesso programma della classe usando strumenti diversi (mappe, calcolatrice, tempi aggiuntivi). Con il PEI, il programma stesso può cambiare. Questa scelta — obiettivi minimi o differenziati — è una delle decisioni più delicate che il GLO deve prendere.
Per approfondire la compilazione del PDP, puoi consultare la guida passo per passo al PDP che segue la stessa logica pratica di questa guida.

Il GLO: chi partecipa e come funziona
Il PEI non lo scrive il docente di sostegno da solo nel pomeriggio. Lo redige il GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l'inclusione), un organismo collegiale che riunisce tutte le figure coinvolte nel percorso dello studente.
Composizione del GLO
- Tutti i docenti del consiglio di classe, non solo il docente di sostegno. Ogni insegnante curricolare contribuisce per la propria disciplina
- I genitori (o chi esercita la responsabilità genitoriale)
- Figure professionali interne: il referente per l'inclusione, eventuali educatori
- Specialisti dell'ASL: neuropsichiatra, logopedista, terapista occupazionale o altri professionisti che seguono lo studente
- Lo studente stesso, dove possibile, nella secondaria di secondo grado
Le riunioni del GLO
Il GLO si riunisce almeno tre volte durante l'anno scolastico.
- Entro il 31 ottobre — Prima riunione per approvare il PEI definitivo
- A metà anno — Verifica intermedia per valutare l'andamento e apportare modifiche
- Entro giugno — Verifica finale e stesura del PEI provvisorio per l'anno successivo
Il dirigente scolastico (o un suo delegato) convoca e presiede il GLO. Il docente di sostegno coordina la stesura materiale del documento, raccogliendo i contributi di tutti.
Consiglio pratico
Prima della riunione del GLO, prepara una bozza con le osservazioni dei primi giorni. Condividila con i colleghi curricolari almeno una settimana prima dell'incontro. Un GLO produttivo è un GLO preparato: se i docenti arrivano senza aver letto nulla, la riunione diventa una perdita di tempo per tutti.
Le 4 dimensioni del PEI su base ICF
Il cuore del nuovo PEI è l'analisi dello studente attraverso quattro dimensioni. Non sono compartimenti stagni: si influenzano a vicenda e vanno lette come un quadro complessivo.
Dimensione 1 — Socializzazione e Interazione
Riguarda la capacità dello studente di relazionarsi con i compagni, i docenti e gli adulti all'interno e all'esterno della scuola. Si osserva come partecipa alle attività di gruppo, se cerca o evita il contatto sociale, come gestisce i conflitti.
Cosa scrivere. Descrivi comportamenti osservabili, non etichette. Non "è timido" ma "durante le attività di gruppo tende a rimanere in disparte e interviene solo se interpellato direttamente". Indica anche i punti di forza: "nel rapporto uno-a-uno con l'adulto di riferimento mostra buone capacità comunicative".
Dimensione 2 — Comunicazione e Linguaggio
Analizza come lo studente comunica: linguaggio verbale, non verbale, comprensione, produzione, uso di strumenti di comunicazione aumentativa e alternativa (CAA).
Cosa scrivere. Specifica il canale comunicativo prevalente, il livello di comprensione (parole singole, frasi semplici, testi complessi), la produzione (spontanea o su richiesta), l'uso di eventuali ausili. Per studenti con disturbi dello spettro autistico, descrivi anche la comunicazione non verbale.
Dimensione 3 — Autonomia e Orientamento
Riguarda la capacità di gestirsi in modo autonomo negli spostamenti, nell'organizzazione del materiale, nella cura personale e nell'orientamento spazio-temporale dentro la scuola.
Cosa scrivere. Distingui tra autonomia personale (vestirsi, andare in bagno, mangiare), autonomia scolastica (preparare lo zaino, trovare l'aula, gestire i tempi) e autonomia sociale (usare il denaro, muoversi nel quartiere). Per ogni area indica il livello raggiunto e il tipo di supporto necessario.
Dimensione 4 — Cognitiva, Neuropsicologica e dell'Apprendimento
La dimensione più strettamente legata alla didattica. Riguarda attenzione, memoria, percezione, problem solving e processi di apprendimento nelle diverse discipline.
Cosa scrivere. Descrivi come lo studente apprende: tempi di attenzione, stile cognitivo prevalente (visivo, uditivo, operativo), capacità di generalizzare le conoscenze, memoria a breve e lungo termine. Collega queste osservazioni alle singole discipline.

Come compilare il PEI: guida passo per passo
Passiamo alla compilazione vera e propria. Il modello nazionale prevede 12 sezioni. Vediamo cosa scrivere in ciascuna, con indicazioni pratiche.
Sezione 1 — Quadro informativo
Contiene i dati anagrafici dello studente, la composizione del GLO, le informazioni sulla certificazione di disabilità e l'eventuale Profilo di Funzionamento. Se il Profilo di Funzionamento non è ancora stato redatto (succede spesso, perché molte ASL sono in ritardo), si fa riferimento alla Diagnosi Funzionale e al Profilo Dinamico Funzionale esistenti.
Sezione 2 — Elementi generali desunti dal Profilo di Funzionamento
Qui si riportano le informazioni chiave del Profilo di Funzionamento (o della Diagnosi Funzionale). Non ricopiare tutto il documento clinico: seleziona le informazioni rilevanti per il contesto scolastico. I docenti devono capire come la condizione dello studente si manifesta in classe, non leggere un referto medico.
Sezione 3 — Raccordo con il Progetto Individuale
Se esiste un Progetto Individuale ai sensi dell'art. 14 della L. 328/2000 (un piano che coordina tutti gli interventi: sanitari, sociali, scolastici), il PEI deve raccordarsi con esso. In molti casi questa sezione resta vuota perché il Progetto Individuale non è stato attivato.
Sezione 4 — Osservazioni sullo studente per progettare gli interventi di sostegno didattico
È la sezione più corposa. Per ciascuna delle quattro dimensioni, devi compilare tre voci.
Punti di forza. Cosa sa fare lo studente, quali sono le sue risorse, in quali situazioni funziona meglio. Partire dai punti di forza non è retorica: è su quelli che costruisci il percorso.
Barriere. Cosa ostacola il funzionamento dello studente nel contesto scolastico. Le barriere possono essere ambientali (aula rumorosa, materiali non accessibili), relazionali (clima di classe poco accogliente) o organizzative (orario poco funzionale).
Facilitatori. Cosa aiuta lo studente a funzionare meglio. Possono essere persone (il docente di sostegno, un compagno tutor), strumenti (software, ausili, mappe), strategie (tempi flessibili, consegne visive) o elementi ambientali (postazione dedicata, riduzione stimoli).
Errore frequente
Non confondere le difficoltà dello studente con le barriere. "Non sa leggere" è una descrizione della condizione. "Il libro di testo è in corpo 10 senza immagini" è una barriera. "Un libro ad alta leggibilità con font 14 e immagini di supporto" è un facilitatore. Il PEI lavora sulle barriere e i facilitatori, non sulla diagnosi.
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Inizia GratisSezione 5 — Interventi per lo studente: obiettivi educativi e didattici
Per ciascuna dimensione, definisci obiettivi concreti e misurabili. Un obiettivo ben scritto risponde a tre domande: cosa farà lo studente? In quale contesto? Con quale livello di supporto?
Obiettivo generico (da evitare): "Migliorare la socializzazione".
Obiettivo specifico (corretto): "Entro dicembre, durante le attività di gruppo in classe, lo studente interagirà spontaneamente con almeno un compagno per completare un'attività condivisa, con la supervisione a distanza del docente di sostegno".
Per ogni obiettivo indica anche le strategie e le attività previste. Non basta scrivere cosa vuoi ottenere: devi spiegare come pensi di arrivarci.
Sezione 6 — Osservazioni sul contesto: barriere e facilitatori
Questa sezione amplia l'analisi del contesto rispetto alla Sezione 4. Qui guardi all'ambiente scolastico nel suo complesso: struttura fisica dell'edificio, organizzazione degli spazi, risorse disponibili, clima relazionale, atteggiamento dei compagni.
Sezione 7 — Interventi sul contesto per realizzare un ambiente di apprendimento inclusivo
In base alle barriere identificate, descrivi gli interventi concreti per modificare il contesto. Se l'aula è troppo rumorosa, prevedi una postazione in un angolo più tranquillo. Se i materiali non sono accessibili, indica gli adattamenti necessari. Se i compagni non sanno come interagire, prevedi attività di sensibilizzazione.

Sezione 8 — Interventi sul percorso curricolare
Qui si entra nella didattica disciplina per disciplina. Per ogni materia il docente curricolare (non il docente di sostegno da solo) indica.
Modalità di sostegno didattico. Come il docente di sostegno interviene durante la lezione: affiancamento diretto, preparazione di materiali semplificati, mediazione con i compagni, lavoro in piccolo gruppo.
Modalità di verifica. Come lo studente viene valutato: prove equipollenti, tempi aggiuntivi, uso di strumenti, prove strutturate o semi-strutturate, verifiche orali al posto delle scritte.
Criteri di valutazione. Qui si distingue tra le due opzioni fondamentali.
Obiettivi minimi o PEI differenziato: la scelta cruciale
Questa è la decisione più importante del PEI, soprattutto nella scuola secondaria di secondo grado. Le due strade hanno conseguenze radicali sul titolo di studio.
PEI con obiettivi minimi (o "riconducibile ai programmi ministeriali"). Lo studente segue un percorso semplificato ma coerente con le Indicazioni Nazionali. Raggiunge gli obiettivi essenziali di ogni disciplina. All'esame di Stato sostiene prove equipollenti e, se le supera, ottiene il diploma con pieno valore legale.
PEI differenziato. Gli obiettivi sono completamente personalizzati e non riconducibili ai programmi della classe. Lo studente segue un percorso su misura per le proprie capacità. All'esame di Stato sostiene prove coerenti con il suo PEI e ottiene un attestato di credito formativo, non il diploma.
| Aspetto | Obiettivi minimi | Differenziato |
|---|---|---|
| Programma | Semplificato ma curricolare | Completamente personalizzato |
| Verifiche | Equipollenti (stesso contenuto, forma diversa) | Su obiettivi del PEI |
| Voti in pagella | Riferiti al curricolo | Riferiti al PEI (con nota) |
| Titolo finale | Diploma | Attestato di credito formativo |
| Accesso università | Sì | No |
Attenzione alla scelta
Il passaggio da obiettivi minimi a PEI differenziato (e viceversa) può avvenire in qualsiasi momento dell'anno, con delibera del consiglio di classe e consenso della famiglia. Ma è una decisione che va ponderata con estrema cura, perché incide sul futuro dello studente. Coinvolgi sempre la famiglia e gli specialisti ASL nella discussione.
Sezione 9 — Organizzazione generale del progetto di inclusione e target
Indica le risorse professionali necessarie: ore di sostegno richieste, eventuale assistente all'autonomia e alla comunicazione (assistente educativo), collaboratore scolastico per l'assistenza igienica. Specifica anche come sono distribuite le ore durante la settimana.
Sezione 10 — Certificazione delle competenze con nota allegata al documento
Per gli studenti al termine di un ciclo (terza media, quinta superiore), il PEI deve prevedere come certificare le competenze raggiunte. La certificazione segue il modello ministeriale ma con una nota allegata che descrive le competenze effettivamente acquisite dallo studente.
Sezione 11 — Verifica finale e proposte per l'anno successivo
A fine anno il GLO verifica il raggiungimento degli obiettivi e redige il PEI provvisorio per l'anno successivo. Questa sezione è strategica: indica cosa ha funzionato, cosa va modificato e quante risorse servono per l'anno che viene.
Sezione 12 — PEI provvisorio per l'anno scolastico successivo
Entro il 30 giugno, il GLO approva il PEI provvisorio. Questo documento accompagna lo studente nel passaggio al nuovo anno (o al nuovo ordine di scuola) e garantisce che le risorse vengano richieste per tempo.

I 7 errori più comuni nella compilazione del PEI
Dopo anni di osservazione nelle scuole, questi sono gli errori che si ripetono con maggiore frequenza. Conoscerli in anticipo ti risparmia revisioni e contestazioni.
1. Copiare il PEI dell'anno precedente senza aggiornarlo. Lo studente evolve, il contesto cambia. Un PEI fotocopia è un PEI inutile. Parti sempre dalle osservazioni dell'anno in corso.
2. Scrivere obiettivi generici e non misurabili. "Migliorare l'autonomia" non dice nulla. "Entro marzo, preparerà lo zaino autonomamente seguendo una checklist visiva" è verificabile.
3. Descrivere solo i deficit. Il PEI basato sull'ICF parte dai punti di forza. Se scrivi solo cosa lo studente non sa fare, il documento diventa un elenco di problemi senza soluzioni.
4. Lasciare la compilazione al solo docente di sostegno. Il PEI è un documento del consiglio di classe. Se i docenti curricolari non contribuiscono per la propria materia, il risultato sarà incoerente con la realtà della classe.
5. Non distinguere barriere e difficoltà. Le difficoltà sono dello studente, le barriere sono del contesto. Il PEI agisce sulle barriere: è su quelle che puoi intervenire concretamente.
6. Non coinvolgere la famiglia. I genitori devono firmare il PEI, ma soprattutto devono partecipare alla sua stesura. Sono loro che conoscono lo studente nei contesti extrascolastici e possono indicare strategie che funzionano a casa.
7. Dimenticare la verifica intermedia. Il GLO a metà anno non è un optional. Serve per aggiustare il tiro: se un obiettivo è troppo ambizioso o troppo facile, va modificato prima che sia troppo tardi.
Per una panoramica sulle strategie di didattica inclusiva da inserire nel PEI, puoi consultare la guida dedicata con esempi pratici per ogni ordine di scuola.
Checklist di compilazione del PEI
Per non dimenticare nulla, ecco una lista di controllo da spuntare prima di portare il PEI alla firma del GLO.
- Dati anagrafici e composizione del GLO compilati
- Certificazione di disabilità e Profilo di Funzionamento allegati
- Tutte e quattro le dimensioni analizzate con punti di forza, barriere e facilitatori
- Obiettivi specifici e misurabili per ogni dimensione
- Strategie e attività descritte per ogni obiettivo
- Scelta tra obiettivi minimi e differenziato esplicitata e motivata
- Contributo di ogni docente curricolare per la propria disciplina
- Modalità di verifica e criteri di valutazione definiti materia per materia
- Ore di sostegno, assistente educativo e altre risorse indicate
- Calendario delle verifiche GLO (intermedia e finale) fissato
- Firma di tutti i componenti del GLO
- Copia consegnata alla famiglia
Un consiglio per i nuovi docenti di sostegno
Nei primi giorni di scuola, dedica almeno due settimane all'osservazione prima di iniziare a compilare il PEI. Osserva lo studente in contesti diversi: durante la lezione frontale, nel lavoro di gruppo, in mensa, durante l'intervallo. Le osservazioni sul campo sono la base di un PEI autentico, non le carte dell'anno precedente.

Il ruolo del docente di sostegno nel PEI
Il docente di sostegno è il regista del PEI, ma non il suo unico autore. Il suo compito è duplice: da un lato conosce lo studente meglio di chiunque altro nel contesto scolastico, dall'altro deve far sì che tutto il consiglio di classe si senta coinvolto.
Nella pratica quotidiana, questo significa tre cose.
Mediare tra clinico e scolastico. Il docente di sostegno traduce il linguaggio degli specialisti ASL in indicazioni operative per i colleghi. "Deficit nelle funzioni esecutive" diventa "ha bisogno di istruzioni brevi, una alla volta, con supporto visivo".
Coordinare senza sostituirsi. Se il docente di matematica non scrive la sua parte del PEI, il docente di sostegno non la scrive al posto suo. Sollecita, ricorda le scadenze, offre supporto, ma ogni disciplina è responsabilità del docente curricolare.
Documentare in modo continuo. Il PEI non si compila a ottobre e si riprende a giugno. Il docente di sostegno tiene un diario di bordo con osservazioni quotidiane che alimentano le verifiche intermedie e la stesura dell'anno successivo.
Per tenere traccia del percorso dello studente durante l'anno — lezioni, osservazioni, attività svolte — uno strumento come il diario del docente digitale può semplificare la raccolta dei dati da inserire poi nel PEI.

Risorse normative e modelli ufficiali
Per chi vuole approfondire, ecco i riferimenti normativi completi e dove trovare i modelli.
Legge 104/1992 — Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. Il fondamento giuridico del PEI.
D.Lgs. 66/2017 (modificato dal D.Lgs. 96/2019) — Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità. Ha riformato il sistema introducendo il Profilo di Funzionamento.
D.I. 182/2020 — Decreto interministeriale che ha approvato i modelli nazionali di PEI e le relative Linee Guida. I modelli sono scaricabili dal sito del Ministero dell'Istruzione.
Linee Guida allegate al D.I. 182/2020 — Un documento di 40 pagine che spiega sezione per sezione come compilare il PEI. È la guida ufficiale più completa disponibile.
Compilare il PEI richiede tempo, attenzione e collaborazione. Ma un PEI ben fatto non è solo un adempimento burocratico: è lo strumento che trasforma il diritto all'inclusione in realtà quotidiana. Ogni obiettivo concreto che scrivi, ogni barriera che identifichi, ogni facilitatore che prevedi è un passo avanti nel percorso di quello studente. E alla fine dell'anno, quando il GLO si riunisce per la verifica finale, un buon PEI è quello che ti permette di dire con certezza cosa ha funzionato, cosa va cambiato e dove andare l'anno prossimo.
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